PER LA PINETA GALLINARA


Comunicato stampa 04042019

Il 4 aprile , una folta delegazione del Gruppo Operativo Salviamo la Pineta ha avuto un lungo e proficuo incontro con Sindaco di Anzio: l’argomento era quello di affrontare finalmente il problema del bene naturale piu cospicuo di Anzio: la pineta della Gallinara,  che sta lentamente morendo. L’intento non era quello di affrontare un aspetto specifico del problema, perchè non compete al Sindaco fare approfondimenti  tecnici, ma quello di aprire un tavolo su cui l’argomento Pineta del Lido dei Pini venga affrontato in tutti i suoi aspetti:  da quello fitosanitario,  a quello della sua salvaguardia  fino alla trasformazione della pineta in un  parco naturale pubblico attrezzato. Aspetto che potrebbe contemplare la sua adozione da parte di entità cittadine adeguatamente organizzate . Il Sindaco De Angelis ha accettato in pieno la proposta e l’approccio che è stato suggerito e cioè:
“Costituire un punto di coordinamento fra Comune e Gruppo Operativo per mantenere contatti continuativi.
Convocare una Conferenza dei Servizi in cui vengano invitati: La Regione Lazio, la Città Metropolitana,  il Corpo della Guardia Forestale ed ogni altro ente che abbia responsabilità istituzionale. A tale Conferenza dovranno partecipare una rappresentanza della proprietà del Parco della Gallinara, dell’amministrazione del Campeggio Lido dei Pini e del Gruppo Operativo Salviamo la Pineta. La Conferenza dei Servizi deve permettere il necessario coordinamento e deliberare le conseguenti decisioni per intervenire in termini terapeutici sul problema fitosanitario.
Utilizzare il materiale scientifico in possesso della proprietà del Parco della Gallinara che,  con l’ausilio dell’Università di Torino, ha  già raggiunto risultati apprezzabili nell’individuazione degli elementi patogeni,  per l’ulteriore intervento necessario per bloccare il fenomeno distruttivo. A tal fine dovranno essere allocati i fondi necessari all’attività di cura che verrà gestita da un ente universitario o da un istituto paritetico su indicazioni della Regione Lazio.
Provvedere a recintare la Pineta come assetto definitivo per la sua protezione e futura fruizione come parco pubblico  attrezzato. La recinzione potrà anche permettere di somministrare in sicurezza, gli interventi anche chimici che saranno necessari.
In attuazione dell'art.43 della legge 27dicembre 1997n.449 ,  in conformità dell'art. 119 del Testo unico delle autonomie locali n. 267 del18 agosto 2000 ed in attuazione della normativa all’uopo stabilita dal Comune di Anzio,  concordare  ed approvare un progetto di adozione del Parco Pubblico del Lido dei Pini da parte di un’entità rappresentativa dei cittadini che provvederanno, nei termini concordati,  alla gestione ed alla  fruizione del parco pubblico.”
La fattibilità di ogni fase verrà ovviamente verificata alla luce delle  discussioni che  seguiranno. In attuazione del primo punto della proposta, il Sindaco ha designato l’Assessore Marigliani quale controparte del Gruppo Operativo per dare seguito a quanto concordato.
Sergio Franchi

LETTERA A PRESIDENTE COMM.SPECIALE RIFIUTI

UNITI PER L’AMBIENTE coordinamento di Associazioni, comitati ed enti per la difesa del terRitorio di Anzio Sede operativa Via delle Margherite 125, Anzio, email unitiperlambiente1@gmail.com _____________________________________________________________________________________
Gentile Presidente Del Consiglio e della Commissione Speciale Rifiuti Avv. Giuseppina Piccolo (trasmessa via PEC)
p.c. ai Consiglieri della Commissione Speciali Rifiuti
Oggetto: Richiesta formale.
Gentile Presidente,
mi riferisco alla convocazione della Commissione Speciale prevista per il giorno 26 febbraio e faccio seguito a quanto discusso nelle precedenti riunioni. E’ per senso di responsabilità verso le associazioni che aderiscono a Uniti Per l’Ambiente e per rispetto al ruolo istituzionale della Commissione di cui sono stato chiamato a fa parte che ritengo doveroso fare alcune precisazioni.
La Commissione è stata istituita per fare tutte quelle verifiche tecniche e tutti quegli approfondimenti normativi necessari per permettere al Comune di Anzio di assolvere ai sui compiti di Autorità Pubblica. Controlli e verifiche che il Comune di Anzio ha comunque l’obbligo di effettuare per ragioni istituzionali e rispetto i quali l’omissione potrebbe comportare danno e responsabilità.
La Commissione è stata istituita ai fini di contribuire alla protezione dei cittadini rispetto alla realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti, inutili per il territorio e potenzialmente dannosi per la popolazione.
Dopo mesi di riunioni la Commissione ha inteso assolvere ai suoi compiti attraverso inutili interferenze e totale assenza di discussione di merito che, giova ricordare, è tecnico-normativa e non politica. Finora non è stato possibile far intervenire dei tecnici dell’Amministrazione nel dibattito. L’intervento del Sindaco ha dato un nuovo impulso al lavoro comune, tanto da far auspicare che si possa, per quanto riguarda la centrale Biogas di via della Spadellata, dare seguito a tutte quelle verifiche che il membro tecnico Giorgio Libralato aveva richiesto sin dall’agosto del 2018 e che ha sintetizzato in un dossier che ha consegnato al Sindaco di Anzio in occasione della riunione del 29 novembre 2018
Condivido quello che afferma il Sindaco e cioè che il problema deve tornare presso La Regione Lazio perchè riveda procedure ed autorizzazioni ed è per questo che ho richiesto per l’ennesima volta che il Dirigente venga in Commissione a relazionare su ciò per cui è e resta unico responsabile in termini amministrativi. Conto che ciò avverrà nella riunione che è stata convocata. Ritengo pertanto necessario che si passi ai fatti concreti dai quali non saranno certamente i giochi della politica o una farsa interpretazione dei ruoli a distrarci. In merito alla prossima riunione, tra l’altro, La prego di fare in modo che si dia immediata risposta in particolare:

1. E’ indispensabile, come piu volte chiesto, di venire a conoscenza della comunicazione del Comune di Anzio alla Città Metropolitana che ha portato alla redazione della planimetria sulle aree idonee e non idonee agli impianti per rifiuti. E’ inoltre opportuno che l’ufficio tecnico urbanistico analizzi tali planimetrie, in altre parole per capire se le osservazioni sono state o meno recepite e se vi debbano essere riportate altre osservazioni . E’ fondamentale che i tecnici dell’Ufficio Urbanistica spieghino in Commissione l’effetto di questa planimetria.

2. Con riferimento alla riunione del 4 febbraio, durante la quale nessuna presentazione, benchè richiesta, è stata fatta in merito al Dossier Libralato, si è preso atto che nessuna verifica è stata effettuata dal Comune e non si è provveduto a chiedere a tutti gli Enti competenti per i controlli e le verifiche necessarie, non solo la Regione, ma anche la Città Metropolitana, l’Arpa, l’Asl, il Comando Vigili del Fuoco.

3.​ ​Sempre con riferimento alla riunione del 4 febbraio non si evince nessun riferimento alle verifiche in materia di sicurezza pubblica e antincendio. Nessun riferimento alla polizza fideiussoria. Nessun riferimento alla richiesta di revisione del documento regionale dell’AIA.
E’ evidente che l’intenzione del Sindaco potrà essere messa in pratica solo dopo che si dia dato piena attuazione al Dossier Libralato e redatto un ponderoso documento che ne giustifichi l’intervento.
Conto e contiamo sulla Sua professionalità e sensibilità.
Saluti Cordiali
(Dr. Sergio Franchi)

SALVIAMO LA PINETA

RIPARTE IL PROGETTO DELLA  PINETA DEL LIDO DEI PINI


Il progetto “Salviano la Pineta” nasce nel 2013  su iniziativa del Circolo Le Rondini di Anzio-Nettuno di Legambiente con lo scopo preminente  di indurre le autorità ad intervenire per  curare gli alberi colpiti da un coleottero, il Tomicus Destruens, che ha già colpito e fatto abbattere un centinaio di pini. L’attività del Comitato, che si costituisce,  trova subito alcuni riscontri positivi sia nell’ambito della Regione Lazio, che della  pineta è responsabile sul piano naturalistico e sia nell’ambito comunale che decreta il  blocco dell’uso del parco comunale da parte dei giostrai  e  da qualche segno di intervento col  ripopolamento parziale degli alberi abbattuti.

Nel 2014, nell’ambito della mobilitazione per salvare la Pineta, viene  organizzata e gestita in modo esemplare  dal Dr Giuseppe Biscari,  uno dei responsabili del Consorzio Lido dei Pini, la partecipazione del sito naturalistico all’ iniziativa nazionale che il FAI (Fondo Ambiente Italiano). C’è stata una mobilitazione nella zona di Lido dei Pini sia in occasione delle manifestazioni in difesa della pineta ma anche in modo continuativo nei bar e negli esercizi pubblici, per raccogliere firme e la passione e l’amore per la natura del Dr. Biscari hanno avuto risultati davvero insperati: la pineta del Lido dei Pini ha ottenuto 2009 voti  e si è classificata al primo posto dei siti naturalistici del Lazio.

Si susseguono le iniziative con le feste dell’albero con le  quali Maria Pia Pelagatti, la Presidente del Comitato,  coinvolge  ogni anno centinaia di bambini e genitori nell’impegno a far rivivere e valorizzare il bene naturalistico più importante di Anzio: la Pineta della Gallinara. Mentre il Comitato “Salviamo la Pineta” porta avanti le proprie istanze e le proprie proposte in difesa del parco comunale, analogo impegno viene profuso dai gestori della parte privata della Pineta,  che ha subito danni analoghi per quanto attiene all’attacco patogeno dei  pini. Si sviluppano idee e si prendono iniziative ma l’atteggiamento menefreghistico  del Comune di Anzio costituisce un ostacolo insormontabile alla concretizzazione  di progressi strutturali; il mancato finanziamento di fondi promessi, stanziati  ma mai erogati ha impedito il necessario approfondimento scientifico proposto dalla Regione Lazio per affrontare il problema fitosanitario.

Il 1 maggio del 2016 il  Comitato subisce un atto apertamente ostile quando  un gazebo allestito per raccogliere opinioni e proposte da parte dei cittadini, viene preso di mira e distrutto da alcune persone della zona. Questo avvenimento ha causato un rallentamento dell’attività del  gruppo  con la rinuncia a parteciparvi da parte di alcune entità come Legambiente ed Assoraider,  due delle sette associazioni che avevano dato vita al Comitato. Ciononostante,  iniziative prese, con la perseveranza ed il lavoro di Maria Pia Pelagatti, hanno continuato ha tenere viva l’attenzione sulla pineta. E’ sempre merito del lavoro e dell’impegno di Maria Pia Pelagatti se in data15 febbraio si è tenuto  una specie di convegno di coloro che vogliono ancora salvare la Pineta e la vogliono trasformare in un parco pubblico protetto ed attrezzato per essere fruito dalla gente della zona. Sono una ventina le persone che sono convenute presso la sede del Consorzio del Lido dei Pini alle ore 19, alcuni in  rappresentanza di associazioni,   con un ordine del giorno che al punto uno riporta: Lettura delle Statuto .

Questo  elemento  rileva l’intenzione di rifondare il Comitato che, allo stato, è composto solo da tre delle sette entità fondatrici: Consorzio Lido dei Pini, Consorzio Lupetta ed Anzio Diva, mentre non risulta nominato  nessuno dei due rappresentante dei cittadini.  La lettura dello Statuto offre la possibilità di dare chiarimenti ai nuovi convenuti. Viene ribadita e condivisa la volontà di ricominciare, con  rinnovata energia e forti di maggiore  esperienza, a lavorare sul  progetto di salvataggio della pineta a partire da quello che deve restare l’aspetto prioritario e cioè l’intervento  fitosanitario. La valorizzazione della pineta non può che costituire l’aspetto che più impegnerà il Comitato sul piano del lavoro organizzativo e che potrà comportare l’adozione della pineta stessa, adozione di cui è stata già avanzata una richiesta nei  confronti del Comune di Anzio.  L’aspetto adozione è stato a lungo dibattuto ed è  prevalsa l’opinione che debba essere creato, nell’ambito del Comitato, un gruppo di lavoro specifico composto da un limitato numero di persone preparate e competenti che porti avanti un progetto di affidamento corredato da una valido piano di gestione. Viene condivisa l’opinione che l’adozione debba avvenire, comunque,  nell’ambito dell’attività del Consorzio Lido dei Pini che costituisce l’unica entità legalmente organizzata  che dispone  di una propria ed affidabile struttura organizzativa ed amministrativa.

L’intenzione di ricostituire la struttura organizzativa del Comitato trova consistenza nella riconferma di adesione da parte di Legambiente di Anzio-Nettuno, che vi rientra e nelle  nuove adesioni dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Motoclub “Brutti in Piega”,  attraverso il suo Presidente  Saverio Celani e  dell’Associazione  “Sapori Del Vecchio Ovile”  attraverso il suo presidente Pietro Frasca. Il dibattito ha portato anche alla nomina dei due rappresentanti dei cittadini che, in base alle norme statutarie, hanno lo stesso valore, nel Consiglio Direttivo, dei rappresentanti di associazioni o enti. I due rappresenanti eletti sono Federico Landi e Luca Ceglia mentre a tesoriere del Comitato è stato eletto Giulio Spagnoli. Come  noto il Comitato Salviamo la Pineta aderisce al Coordinamento Uniti Per l’Ambiente che, attraverso il suo settore UPA-Verde,   sta contribuendo e contribuirà in modo attivo alle iniziative di rilancio del Comitato a partire dall’aspetto naturalistico.

Maurizio Bartolomei, responsabile del Settore UPA-Verde collaborerà al lavoro del Comitato che potrà contare sul supporto del Coordinamento che è stato costituito per difendere l’ambiente di Anzio. Il Comitato “Salviamo la Pineta” ha ripreso la sua attività con  nuova energia. Sono previste a breve nuove riunioni che dovranno portare alla riorganizzazione della sua struttura operativa. E’ previsto un sensibile allargamento della base delle adesioni e verrà consolidato il lavoro di collaborazione con la proprietà privata della Pineta della Gallinara.

Verrà richiesto un incontro con Sindaco di Anzio per discutere i vari aspetti di un progetto complesso che dovrà vedere il Comune di Anzio assumersi tutte le sue responsabilità istituzionali. E’ tempo di attuare con urgenza l’idea, più volte discussa in passato, di convocare una specie di Conferenza di Servizi con la quale mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori che hanno un ruolo nella difesa di un bene naturale importante come la Pineta della Gallinara, parte essenziale del Sito Interesse Comunitario denominato Lido dei Gigli e luogo di altissimo interesse naturalistico, storico ed archeologico.
Sergio Franchi

OMISSIONI GRAVI

Nonostante qualche segno di vita Il Comune non da le risposte che deve dare.                            
                 
                                 
Si continua a discutere in Commissione Speciale, si presentano mozioni senza storia in Consiglio Comunale, si continua a tenere in vita una liturgia senza sacerdoti; insomma l’azione del Comune di Anzio per contrastare gli impianti irregolari di trattamento dei rifiuti si trascina senza risultati. Sin dal febbraio del 2016 il Consiglio Comunale deliberava all’unanimità, tra l’altro, di “procedere a tutti gli approfondimenti d’ordine tecnico e giuridico, anche con l'ausilio di esperti qualificati, affinché l’Amministrazione di Anzio rappresenti al meglio gli interessi della città nelle conferenze dei servizi in cui sarà chiamata a partecipare ed esprimersi in ogni altra sede utile.” Il Consiglio ordinava all’esecutivo di potenziare la propria capacità tecnica per fa fronte alle proprie incombenze istituzionali in difesa dei diritti dei cittadini. Le problematiche tecniche ed i confronti amministrativi per decisioni che vengono prese dalla Regione o dalla CM, col concorso di altri Enti, devono essere discusse a livello tecnico e da tecnici specializzati. Per tutta risposta il Comune di Anzio sostituì il dirigente del servizio responsabile, un Ingegnere Ambientale, con una laureata in “Management degli Enti Locali” che, come ha affermato il suo Assessore “non è un’esperta del settore ambientale”. Ne deriva che la medesima non si è presentata nelle Conferenze di Servizi dove gli aspetti tecnici relativi ai progetti vengono discussi e le decisioni vengono prese. Omissioni gravi che stanno arrecando ed arrecheranno danni alla gente. Sono in corso azioni legali ed altre seguiranno specialmente per il progetto della centrale biogas di Via della Spadellata le cui incombenze tecnico-ambientali vengono gestite dal Comune di Anzio in modo che appare del tutto inadeguato e senza una propria capacità organica. Nonostante qualche incomprensibile resistenza da parte dell’Amministrazione a recepirle, il membro tecnico della Commissione ed esperto ambientale Giorgio Libralato ha fornito, sin dal luglio 2018, un elenco completo delle azioni di controllo da svolgersi sia per quanto riguarda il progetto di deposito rifiuti di Padiglioni sia per quanto riguarda il progetto per la centrale Biogas delle Spadellata della quale ha fatto oggetto di una presentazione in presenza del Sindaco, durante la riunione della Commissione Speciale del 29 novembre 2018. Durante la recente riunione della Commissione Speciale del 4 febbraio nessun aggiornamento è stato fornito sullo stato di attuazione dei controlli del “dossier Libralato” ma è stato genericamente indicato che un tecnico esterno se ne sta occupando. Ritardi, omissioni, responsabilità? I funzionari, i dirigenti ed i responsabili eletti delle Amministrazioni dello Stato dispongono di un potere che è intrinseco ai propri specifici incarichi: un potere che impone precise responsabilità prescindere dalle quali può identificare un reato omissivo. Lascio ad altri le alchimie ed i giochi di una politica asfittica e mi limito a riportate una lista di quesiti semplicissimi ripresi dal documenti di Giorgio Libralato, dai quali non si può prescindere e dai quali non potrà prescindere nemmeno un Magistrato che sarà chiamato a verificare fatti e responsabilità:

Domanda: Il comune di Anzio si è opposto al progetto durante le procedure della conferenza dei servizi?

Risposta: non si è opposto con pareri che potevano fermare la procedura.

Domanda: altri comuni si sono opposti a impianti simili? I relativi progetti si sono fermati?
Risposta: quando i comuni si oppongono a questi progetti con pareri pertinenti e motivati i progetti o vengono respinti oppure vengono inviati all’ente superiore ma che non superano il diniego.

Domanda: l’attuale amministrazione di Anzio è subentrata quando i lavori erano in fase avanzata, poteva comunque opporsi?
Risposta: Sì, l’attuale amministrazione avrebbe dovuto effettuare le verifiche sulla documentazione prodotta dalla società realizzatrice e soprattutto verificare se la stessa documentazione avesse rispettato tutte le osservazioni e prescrizioni contenute nelle varie determinazioni regionali

Domanda: quale situazione poteva portare il controllo della documentazione?

Risposta: dipende da eventuali irregolarità (tutte da dimostrare ovviamente) oppure da mancanze o inottemperanze che potevano portare a sanzioni, sospensione del cantiere oppure nel caso di mancanze gravi, anche all’annullamento dell’autorizzazione.

Domanda: il comune è tenuto ad effettuare i controlli?
Risposta: certo, il mancato controllo sia della documentazione che delle attività di cantiere, trattandosi di impianto insalubre, può portare ad eventuali accuse di mancato controllo e vigilanza.

Domanda: cosa succede al termine dei lavori?
Risposta: la determina regionale di approvazione dell’impianto prevede le attività di controllo e verifica.

Domanda: in base alla documentazione fornita alla commissione speciale per i rifiuti del comune di Anzio vi è la certezza che tutti gli adempimenti siano stati effettuati correttamente?
Risposta: no il comune di Anzio non ha saputo rispondere a nessuno degli adempimenti obbligatori.

Domanda: quando sono state elencate alla commissione speciale per i rifiuti di Anzio gli adempimenti e i controlli che il comune avrebbe dovuto effettuare?
Risposta sia nella riunione della commissione del 6 agosto, sia nella commissione speciale del 27/11/2018.

Domanda: può essere richiesta la revisione della determina di autorizzazione?

Risposta: certo lo prevede la stessa determina.

Domanda: il comune di Anzio può chiedere la revisione della determina di autorizzazione?

Risposta: certo lo prevede la stessa determina.

Domanda: il comune di Anzio si è garantito contro eventuali danni?

Risposta: nonostante lo prevedano la normativa e la determina regionale, nonostante sia stato chiesto in commissione speciale non risulta il comune di Anzio abbia mai chiesto la garanzia di legge. Oltre ad un danno ambientale e sanitario potrebbe portare ad un danno erariale come il caso Eco X di Pomezia ha dimostrato.

Domanda: sono intervenute modifiche normative, procedurali a garanzia della salute e della sicurezza pubblica?

Risposta: si sono intervenute, il comune ne è a conoscenza ma non risulta voglia far attuare le nuove garanzie.

Domanda: l'impianto dovrà funzionare per forza oppure il comune di Anzio può opporsi all'inizio della produzione?
Risposta: il comune può o meglio deve effettuare i controlli di prasi e legge, come altri enti. Solo se vengono rispettati può iniziare la produzione.

Quesiti semplici e risposte lapalissiane che, di per se, non identificano specifiche responsabilità ma che riferiscono di oneri ed obblighi dai quali chi è pagato per gestire la cosa pubblica non può esimersi.
Gli attori della politica di Anzio non hanno ragione di inventare concetti astratti o dare vita ad arzigogolate mozioni per dare segno di presenzae di attivismo: quando si parla di normative, si difenda chi le normative vuole attuare; perchè ci si rende complici della politica che si vuole contrastare se non se ne contrastano le omissioni. Il resto sono chiacchiere e politichetta di infima qualità.

Giorgio Libralato e Sergio Franchi

Il Comune di Anzio deve porre in atto quanto deciso in Commissione Speciale

                                  IL PUNTO SUGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO

Uniti Per l’Ambiente (UPA) continua a mantenere sotto stretto controllo tutto quello che avviene e, purtroppo, anche quello che non avviene,  nel merito dei tre impianti di trattamento che costituiscono  il triangolo  della vergogna di Anzio. Mi riferisco alle due centrali biogas ed all’ impianto di stoccaggio di rifiuti ordinari e pericolosi. Mentre sul sito della Regione Lazio il progetto di via Amedeo Nazzari appare ancora “dormiente” e cioè in attesa di decisione dopo oltre un anno dalla Conferenza dei Servizi conclusiva, gli altri due sono progetti attivi ed uno dei due, la centrale Biogas di via della Spadellata è  in fare conclusiva di realizzazione. Sul progetto dell’impianto di stoccaggio il Sindaco di Anzio ha espresso, con lettera del 27 dicembre 2018,  parere negativo adducendo motivazioni che ricadono sotto la propria responsabilità e cioè quelle relative alla sicurezza, alla salute dei cittadini  ed agli aspetti urbanistici. Questa decisione è stata espressa in modo piuttosto perentorio ma, incomprensibilmente, in modo tardivo. Col resoconto della Conferenza dei Servizi del 27 luglio la Città Metropolitana aveva richiesto al responsabile del Comune di Anzio di esprimersi nel merito delle  varie materie di propria competenza e lo ha fatto  secondo i dettami del Decreto Legislativo 152/6,  imponendo cioè il metodo del silenzio assenso; che vuol dire “ se non rispondi esprimi parere favorevole”. La materia è stata trattata dall’Ufficio addetto anzi non è stata trattata affatto  in quanto, come scrive chiaramente la Città  Metropolitana nella suo rapporto del 17 dicembre, “decorsi 10 giorni dalla ricezione del verbale della seduta di cui sopra (quella del 27 luglio 2018), non è pervenuto alcun parere da parte del Rappresentante Unico Comunale circa tutti gli aspetti di  propria competenza ...” l’Ufficio competente del Comune di Anzio, nella persona del suo Dirigente,  non ha ritenuto opportuno dare le risposte di competenza autorizzando di fatto un progetto che non rispetta alcuni importanti parametri urbanistici come quello della distanza dagli obiettivi sensibili. Giova ricordare che le conferenze dei servizi non discutono di pareri politici o di opinioni personali  ma discutono della materia tecnica ed amministrativa che è di stretta competenza degli “uffici”. Ora siamo in attesa di sapere se il comportamento omissivo è stato corretto dalla posizione chiara e netta ma tardiva del Sindaco.  Il periodo natalizio è stato piuttosto convulso per la gli abitanti della zona preoccupati dal fatto che la Città Metropolitana aveva  comunicato l’approvazione del deposito di stoccaggio a causa della mancata risposta del Comune, tanto da far partire, con l’assistenza di alcuni legali, una “diffida ad adempiere” che, forse ha convinto il Sindaco a fare quello che i suoi uffici non hanno voluto fare. Ora passiamo al punto più caldo dell’impegno di UPA: la mobilitazione per fermare la  centrale biogas della Spadellata. Si proprio quella che è in fase di completamento e che alcuni credono non si possa piu fermare per l’avanzato stato dei lavori,  dimenticando che vengono fermati impianti in funzione quando questi mettono  a rischio la salute della gente e, certamente, la centrale è stata ubicata in modo non conforme alla norme di sicurezza e pertanto deve essere fermata; la sicurezza e la salute della gente non possono dipendere dallo stato di avanzamento dei lavori di costruzione. Quindi tornando all’ultima riunione della Commissione Speciale durante la quale il Sindaco de Angelis, dopo un dibattito molto partecipato, ha acquisito una relazione dal membro tecnico della commissione stessa Giorgio Libralato, con la quale vengono delineate  tutte quelle azioni di pertinenza comunale che non sono state poste in atto e che si possono e si devono legalmente attuare in difesa della salute dei cittadini ed in applicazione della normativa.  Questo ulteriore aspetto conferma i dubbi e solleva un quesito: perchè gli Uffici preposti, occupati da dirigenti super retribuiti,  hanno bisogno che un tecnico esterno e nemmeno retribuito debba dir loro quello che  dovrebbero fare ? Lascio il quesito alla meditazione della gente ma auspico che, dopo che tutto  quello che deve essere fatto è  stato detto, scritto  e ripetuto piu volte, venga fatto alla lettera. Non mi aspetto più nulla dall’Ufficio Ambiente che si è rivelato latitante in ogni circostanza in cui la sua presenza era richiesta ma conto sul Sindaco e sul suo impegno preso e ribadito per far valere i diritti della gente in difesa della loro salute.
Sergio Franchi


Il Comune di Anzio continua a ciurlare nel manico e l’assessore fa dichiarazioni prive di significato.
                        
                      SFIDA AL CONFRONTO PER LA VERITA’
Le cose procedono senza scossoni, in un silenzio rumoroso; la centrale Biogas della Spadellata si avvia a conclusione e l’impianto di stoccaggio di Padiglioni  potrà essere autorizzato a breve se il Comune non interviene.  L’Assessore all’Ambiente racconta la sua storia che diverge dalla realtà ed i cittadini chiedono un confronto pubblico per conoscere come stanno le cose. Un invito al confronto pubblico è stato lanciato all’Assessore ed il Sindaco è stato sollecitato a farglielo accettare. La gente deve sapere, le responsabilità devono essere note a tutti con quel senno del prima su cui la Magistratura potrebbe essere chiamata ad indagare. Alcune domande pratiche e semplici per far capire alla gente.
Domanda: cosa deve fare adesso il comune di Anzio?
Risposta: inviare risposta alla richiesta del 17.12 della segreteria della conferenza dei servizi della città metropolitana sui rifiuti di competenza comunale, in particolare su carta, plastica e vetro.
domanda: entro quando va inviata la risposta del comune di Anzio?
Risposta: la segreteria della conferenza dei servizi ha concesso 10 giorni dalla data di ricezione, quindi entro il 27/12... considerato il Natale...
domanda cosa succede se il comune non risponde?
Risposta: che viene rilasciata ugualmente l'autorizzazione, con lo stesso quantitativo di rifiuti richiesti, escludendo solamente quelli di impatto minore di competenza comunale: vetro, carta e plastica.
domanda: è vero che sono stati esclusi rifiuti speciali e pericolosi?
Risposta: sono rimasti i rifiuti speciali e pericolosi...
domanda: è vero che le lavorazioni che comportano emissioni o possibili emissioni di polveri e sostanza pericolose vengono confinate all'interno di capannoni?
Risposta: no le lavorazioni possono avvenire all'esterno per le mancate prescrizioni e osservazioni del comune di Anzio (che avrebbe dovuto inviare entro il 5 settembre) che ha omesso di presentare.
domanda: il comune di Anzio ha inviato le osservazioni e le prescrizioni in merito a:compatibilità acustica, viabilità stradale, presenza di edifici sensibili in prossimità dell’impianto (con specificazione degli stessi), nonché specifico parere in merito alla gestione dei rifiuti aventi CER di competenza comunale in base a quanto disposto dalla LR 27/98 )?
Risposta: il comune di Anzio ha rinunciato ad esprimere qualsiasi parere in materia di tutela della salute pubblica, sui rumori, le emissioni, la valutazione di impatto ambientale, i problemi di viabilità e perfino sulla presenza di edifici sensibili (per esempio le scuole).
domanda: visto il completamento della centrale a biogas, il comune di Anzio ha chiesto la verifica della somma degli effetti dei due progetti sulla salute pubblica?
Risposta non lo ha chiesto ne per i lavori dell'impianto a biogas quasi ultimata e di altri progetti già presentati.
domanda: da dove arriveranno i rifiuti nell'impianto della Eco Transport e della centrale a biogas?
Risposta: trattandosi di un impianto privato potranno arrivare da qualsiasi territorio, il comune di Anzio ha rinunciato a qualsiasi prescrizioni in materia finora.
Domanda: la presenza dell'impianto della Eco Transport e quello a biogas ci saranno agevolazioni per il comune di Anzio, per le aziende e per i cittadini?
Risposta: nessuna agevolazione per nessuno.
Domanda: questi impianti (a biogas e della Eco Transport) sono previsti dal piano regionale dei rifiuti, daranno un contributo alla raccolta differenziata, faranno diminuire i costi per i cittadini e le aziende?
Risposta: gli impianti non sono previsti dalla programmazione e dal piano regionale, non daranno nessun contributo alla raccolta differenziata, quindi sono destinati ad aumentare i costi per i cittadini e le aziende di Anzio.
Domanda: dopo l'ultima commissione speciale sui rifiuti e la centrale a biogas nella quale sono stati elencati i mancati controlli sulla progettazione e realizzazione risulta che il comune di Anzio abbia provveduto a rimuovere qualcuna delle omissioni?
Risposta: non risulta ai componenti della commissione speciale sui rifiuti che il comune di Anzio abbia adempiuto in qualche modo.
Domanda: ci sono ancora elementi di opposizione al funzionamento della centrale a biogas?
Risposta: certo sono quelli elencati nell'ultima commissione speciale di cui non si ha alcuna notizia per l'attuazione da parte del comune di Anzio.
In sintesi:
Domanda: Il Comune di Anzio poteva impedire l’approvazione di questi due impianti?
Risposta: certamente sì. Per la centrale Biogas il Comune ha espresso parere favorevole. Per il Deposito di stoccaggio di Padiglioni,  ha dato parere favorevole. Non rispondendo entro i termini (5.9.2018) imposti dalla Conferenza dei Servizi come scritto chiaramente nella comunicazione, di fatto ha dato parere favorevole anche all'impianto per rifiuti. Qualora il Sindaco avesse espresso, come da me suggerito, parere contrario per motivi sanitari in quanto il sindaco è il maggiore responsabile della salute pubblica, la conferenza dei servizi sarebbe stata sospesa e trasmessa alla Regione prima e poi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di fatto il progetto avrebbe avuto ritardi di almeno 1 anno e,  forse come è successo per altri impianti (Pontinia, Capaccio, ecc.), 2 anni ed il  progetto stesso sarebbe stato accantonato. Ci sono diversi aspetti sui quali il comune poteva e doveva, viste le situazioni, esprimere parere contrario o apportare prescrizioni: Distanza dagli obiettivi sensibili, salute e sicurezza pubblica, viabilità, valutazione di impatto ambientale considerata la somma dei progetti e degli impianti non valutati opportunamente; ecc.
Domanda: Il Comune di Anzio può ancora impedirne la realizzazione?
Risposta: Per quanto riguarda l'impianto a biogas, quasi ultimato, le informazioni arrivate in commissione speciale sono di assenza di qualsiasi controllo, che avrebbe potuto portare alla sospensione dei lavori, in caso di irregolarità oppure al diniego dell'autorizzazione. Autorizzazione che indica chiaramente la necessità della revisione AIA. Nel caso di mancato o errato adempimento, il necessario sopralluogo potrebbe, in caso di irregolarità non far partire l'impianto.  Inoltre mancano ancora le garanzie finanziarie. Per l'impianto e deposito di rifiuti non c'è ancora la conclusione del procedimento che, quindi, può ancora essere fermato, per le motivazioni di cui sopra.
Quindi molto può essere ancora fatto legalmente e subito dal Sindaco di Anzio per tutelare la salute e la tranquillità dei cittadini. Ha promesso di farlo e deve farlo anche contro la posizione  di chi in Giunta incomprensibilmente rema contro.
Resta la sfida rivolta all’Assessore all’Ambiente,  una sfida al confronto per la verità,  che potrà avvenire in Consiglio Comunale : nel luogo della democrazia e della trasparenza. Il Sindaco De Angelis intervenga per fare chiarezza e per fare luce sulle responsabilità omissive che appaiono evidenti . Poi, coerentemente, prenda i provvedimenti necessari.
Giorgio Libralato

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