PROPOSTA SPORTELLO TUTELA ANIMALI

Lettera inviata da Uniti Per L'Ambiente 
al Sindaco di Anzio e ad  alcuni assessori



OGGETTO:  Proposta di creazione di un Ufficio Tutela Animali presso il Comune di Anzio


PREMESSA

 

Negli ultimi anni, anche nel nostro Paese, è cresciuta la consapevolezza dell’importanza degli animali per il loro ruolo nell’ equilibrio ecologico;  mentre sempre maggiore è la sensibilità verso  quelli  cosiddetti da compagnia o domestici, per la loro funzione  sociale. La normativa nazionale ha fatto qualche passo avanti per adeguare  i comportamenti dei cittadini ai tempi che cambiano ma, per molti aspetti,  essa appare ancora inadeguata ed incompleta. Come per i servizi sociali, che vengono prestati ai cittadini,  anche per gli animali  ogni normativa vigente non può che trovare la sua migliore attuazione ed il suo riscontro a livello territoriale ed il livello municipale è certamente quello piu immediato e piu diretto. Molti Comuni si sono dotati di regolamenti e di strutture per dare risposte adeguate ad un’utenza particolare come quella degli animali, molti altri vanno dotandosi di propri regolamenti per gestire il servizio sia per i suoi aspetti sociali e sia per quelli igienico-ambientali.

 

LA SITUAZIONE DI ANZIO

 

Siccome ogni servizio, prestato da un’amministrazione pubblica,  per essere tale e praticato deve essere conosciuto dall’utenza, non si ravvisa, nel Comune di Anzio,  l’esistenza di un servizio che, anche in modo generico, si possa definire a supporto complessivo degli animali in genere e di quelli domestici in  particolare, fatta eccezione per  quello essenziale  riferito al   ricovero coatto dei randagi  la cui efficienza è tutta da dimostrare ed a qualche forma di collaborazione con entità del terzo settore. Si precisa che è del  1997 la legge 34/97 (legge pilota),  secondo la quale  nella  Regione Lazio, i comuni avrebbero dovuto  istituire un canile (canile gestito dal comune) o associarsi ad un rifugio (canile gestito dal privato).

Nello spirito di confronto e di auspicabile collaborazione con le istituzioni e con le associazioni animaliste, Uniti Per l’Ambiente ha costituito un settore operativo dedicato alla difesa dei diritti degli animali ed è nell’ ambito di questa potenzialità che è stata approfondita la condizione degli animali nel nostro Comune e, a parte la necessità di costituire una infrastruttura comunale a loro dedicata, si è rilevata l’ esigenza  ancora piu immediata di stabilire un contatto permanente tra utenza ed istituzione comunale. Una linea di collaborazione che permetta  non solo un adeguato controllo del territorio e del randagismo ma anche ai tanti cittadini, che hanno un animale domestico,  di ottenere dal Comune di Anzio quei servizi e quel rapporto sinergico indispensabili  per dare la migliore attuazione alla normativa.

 

PROPOSTA

 

Come già esistente ed operante in tantissimi Comuni Italiani ed al fine di stabilire una linea di informazione/collaborazione fra utenza e Amministrazione Comunale, si ritiene indispensabile e perciò si propone presso il Comune di Anzio, la creazione di uno “Sportello Comunale di Assistenza agli Animali”. Per formulare questa proposta un team del Settore UPA-Difesa  Animali  ha approfondito la materia con elementi conoscitivi relativi al nostro territorio e con lo studio di quanto già realizzato con successo in  Comuni anche vicini al nostro. Naturalmente il Comune di Anzio dovrebbe dotarsi anche di un adeguato ed aggiornato Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali già presente ed operante in molti piccoli e grandi comuni italiani.

 

Come “best practices” di altri comuni,  si sono individuati gli obiettivi che un’iniziativa del genere dovrebbe  raggiungere anche nel nostro. Obiettivi che possono così essere sintetizzati:

 

1.     Dare informazioni sui servizi a disposizione  dell’utenza e suggerimenti su comportamenti da tenere in presenza di situazioni emergenziali che riguardano gli animali. Fornire informazioni sulle normative vigenti consigliando alla cittadinanza sui comportamenti da adottare.

2.     Recepire le segnalazioni  sulla cattiva detenzione di animali, maltrattamenti ed eventuali smarrimenti e ritrovamenti.

3.     Promuove l’adozione degli animali abbandonati,la realizzazione di campagne informative unitamente a tutte le iniziative finalizzate a migliorare il rapporto uomo-animale e la prevenzione del randagismo.

4.     Sensibilizzare l’informazione sulle tematiche attinenti la tutela e il benessere degli animali.

5.     Operare  attraverso un “punto istituzionale”,  posto all’interno della struttura amministrativa , ed  attivare  forme di sinergie con istituzioni, enti, associazioni e privati che si occupano della cura e della gestione degli animali presenti nell’ambiente urbano per la realizzazione di iniziative e progetti per la tutela ed il benessere degli animali d’affezione e selvatici presenti nel territorio.

6.     Censire tutti i felini presenti sul territorio,   aggiornare e controllare le colonie feline regolarmente costituite,  presenti ed operanti nel territorio Comunale. Identificare aree demaniali idonee per dare la possibilità ai gatti randagi di vivere dignitosamente e di essere assistiti da personale volontario.

7.     Organizzare ed  agevolare  manifestazioni ed iniziative di tipo didattico ed educativo, nelle scuole,  dedicate ai giovani per  divulgare il rispetto ed i diritti degli animali.

8.     Mantenere contatti e linee di collaborazione con associazioni regolarmente costituite  che si dedicano alla protezione degli animali.

9.     Diffondere in modo capillare le modalità telefoniche ed informatiche per raggiungere ed quindi utilizzare il servizio a cominciare dal suo inserimento nel sito del  Comune.

 

In sintesi la creazione di un simile servizio  ottempera alle Leggi vigenti, sia nazionali che regionali, circa la tutela degli animali della città ed aiuta il cittadino che non sa come comportarsi quando si imbatte in un problema che li riguarda.

 

Molti comuni italiani hanno già inserito un’apposita ed utile pagina all’interno del loro sito web riportante indicazioni del tipo  di quelle che seguono:

 

-         Informazioni riguardanti l’Ufficio:

o   Indirizzo

o   Indirizzo di posta elettronica

o   Recapiti telefonici

o   Orari di apertura al pubblico

o   Nominativo del responsabile.

 

-         Informazioni su cosa fare se si trova un cane vagante:

o   Se trattasi di un case vagante e non ferito, accertarsi che il proprietario non sia nelle vicinanze

o   Se il cane è vagante ma ferito contattare immediatamente le forze dell’ordine che, in orario di apertura degli uffici comunali, chiameranno il responsabile dell’ufficio ambiente

Chiamare la Centrale Operativa Polizia Municipale al n. … (anche notturno, sabato e festivi) i turni fuori dagli orari di apertura degli uffici della polizia locale vanno gestiti dalle forze dell’ordine alternative alla polizia locale

o   Trattenersi sul posto con l’animale in modo che gli agenti della Polizia Municipale, o le Guardie Zoofile da loro incaricate, possano intervenire e non spostare l’animale da dove è stato rinvenuto.

 

-         Informazioni su cosa fare in caso di maltrattamenti sugli animali (quelle qui riportate ad esempio sono le indicazioni fornite da un comune toscano):

o   Inviare una mail all'indirizzo …@... e segnalare l'eventuale situazione di maltrattamento

o   L’Ufficio Tutela Animali provvederà ad inoltrare tale segnalazione al Comando della Polizia Municipale per il relativo sopralluogo.

-         Allegati

o   Regolamento Comunale per l’adozione consapevole di cani

 

ATTUAZIONE DELLA PROPOSTA

 

Naturalmente ogni servizio complesso viene definito attraverso un documento progettuale che ne definisce fasi attuative e tempi di attuazione.

Nel caso di servizi pubblici onerosi la loro attuazione è legata alla disponibilità di risorse per cui dovrà essere redatto un programma di attuazione che parte dalla costituzione di un punto di contatto informativo per giungere alla costituzione di una linea di servizi, alla gestione di un ricovero per animali domestici o comunque presenti sul territorio e ad ogni ulteriore sviluppo operativo per poter assistere gli animali in difficoltà.

 

Un  comune  toscano preso ad esempio offre un menu dei servizi sul suo sito come: 

 

-         Iscrizione all’Anagrafe Canina (informazioni per i cittadini su cosa impone la Legge vigente in materia)

-         Adozioni Cani e Gatti (riportante informazioni del canile municipale e foto dei cani e gatti ivi presenti)

-         Convenzioni con medici veterinari che prestino le prime cure ad animali condotti in ambulatorio solo addetti Comunali o da Guardie Zoofile.

-         Accoglimento istanze per riconoscimento di colonie feline

-         Aree di sgambatura (mappa delle aree e norme comportamentali)

-         Dog Beach (indicazione delle spiagge dedicate ai cani e delle norme comportamentali da seguire)

-         Ricerca di servizi di ospitalità e consigli per chi viaggia con gli animali

-         Eventi ed Inziative (spazio dedicato anche alle iniziative delle associazioni di volontari animalisti)

-         Normativa a tutela degli animali (allegati pdf delle leggi in materia)

 

Nella  fase avanzata il Servizio dello  Sportello potrà:

-         Fornire contatti per gestire animali, diversi da cani e gatti, che necessitano assistenza (si pensi ai volatili feriti, al ritrovamento di tartarughe di terra e di mare, ai delfini spiaggiati, a bovini ed equini abbandonati)

-         Dare indicazione su come comportarsi alla morte del proprio animale domestico ed istituzione di un cimitero per animali .

-         Attivare una fattiva collaborazione con la Riserva di Tor Caldara

-         Creare un elenco delle Associazioni di Volontari Animalisti accreditate

-         Programmare una campagna annuale di iscrizione gratuita all’anagrafe canina.

-         Nominare e premiare il “Veterinario dell’anno” che si adoperi gratuitamente a curare gli animali di affezione di persone anziane e non abbienti

 

CONCLUSIONI

 

E’ evidente che, anche se l’egoismo umano molto spesso non riesce ad elaborarlo adeguatamente, gli animali sono essere viventi che hanno spesso una funzione sociale e vanno protetti e tulelati nei loro diritti che, spesso, sono anche diritti legali. La proposta della creazione di uno Sportello  Comunale di Assistenza agli Animali va nella direzione che la legge e la logica indicano. E’ chiaro ed evidente che il Comune di Anzio e la sua classe politica devono  disporre della necessaria sensibilità per sviluppare la conseguente azione amministrativa per un progetto di questo tipo. Come in alcuni comuni,  per esempio quello di Grotteferrata,  che ha dedicato una Consigliera Comunale alla gestione dello Sportello Tutela Animali, si auspica che il Comune di Anzio possa incaricare un componente del Consiglio a sviluppare questo progetto, E’ scontato che troverà sul territorio tante disponibilità a collaborare e tanto consenso. Per quanto riguarda Uniti Per l’Ambiente-Difesa Animali,  un team di operatori anticipa fino d’ora la propria disponibilità alla collaborazione con il punto di contatto che il Sindaco vorrà designare per sviluppare questo  importante servizio per la Comunità.Un servizio da realizzare nella compatibilità con le risorse che potranno essere allocate alla sua attuazione.

 

Uniti Per l’Ambiente  Settore Tutela Animali

(Scrivere a: upadifesaanimali@gmail.com)

 


SMART E REMOTE WORKING, NUOVE REALTA'

 




SMART WORKING, REMOTE WORKING

Lavoro agile, lavoro a distanza: segreti e regole

 

Smart working questo sconosciuto.

Beh, non proprio.

A dire il vero, lo smart working è stato legalmente varato il 22 maggio 2017, in religioso silenzio, ma ora il termine rimbalza di bocca in bocca, di pagina in pagina, sui media cartacei e digitali e sembra che parlarne sia di moda in questi tempi di lockdown e di Covid; tuttavia,  già si commette un errore linguistico,  associando la definizione al luogo di svolgimento del lavoro piuttosto che alla modalità.  In Italia è stato tradotto con l' aggettivo agile, ma l'attribuzione non è del tutto esatta. Smart, in inglese, significa intelligente, scaltro, dunque lo smart working è un metodo di lavoro, non un luogo.

Il lavoro a distanza, o in remoto, cioè, via  Internet,  è il remote working, ovvero, il lavoro svòlto in luogo diverso dall’ufficio, che è praticato da una, due, o più persone, collocate in postazioni differenti, anche molto lontane fra loro. Il remote working, semmai, può essere un elemento dello smart working. Per la cronaca, benché mai strombazzato, il remote working è entrato in funzione nel 2004.

Ma cos'è, in verità, lo smart working? Come funziona? In soldoni, lo smart working si basa sulla capacità di organizzare il lavoro in modo tale da produrre tanto con poco; in poco tempo, a volte con poche risorse, ma utilizzate al meglio. Anni fa, un economista olandese asseriva che se il lavoro in un ufficio, per esempio, è ben ripartito, agli impiegati bastano due ore al giorno per finirlo.  In Olanda, forse. Non so in Italia.

In ogni caso, in molti Paesi del mondo, questo modus operandi è vigente da anni mentre in Italia, nonostante sia appunto attivo dal 2017, stenta a decollare, ostacolato soprattutto da un’ evidente impreparazione ad affrontarlo ed organizzarsi in proposito. È, però, anche vero che i tempi di adattamento a questa novità sono stati davvero assai brevi, in quanto ci siamo trovati a passare dal lavoro in presenza a quello a distanza nell'arco di 24 ore o poco più, e 24 ore sono veramente poche per apportare modifiche sostanziali ad uno stile di lavoro e vita  a cui  eravamo abituati da secoli, se non addirittura da millenni.

La scuola è stata, forse, il settore in cui le carenze organizzative del remote working  si sono fatte sentire in maniera più marcata. La didattica a distanza si è rivelata più faticosa e complessa di quella in presenza poiché gli insegnanti si sono trovati, sempre nell' arco di poche ore, a dover preparare le lezioni in formato  digitale, cosa semplice solo a parole, non tanto per la difficoltà dell' esecuzione quanto per il tempo occorrente a realizzarle. Eppure, anche questo modo di insegnare è attuato in vari Stati del globo da svariati anni.

In aggiunta, oltre al sistema del lavoro, abbiamo anche dovuto cambiare velocemente mentalità e abitudini, passando da un'intensa vita sociale qual è la nostra, tipica italiana, improntata su assidui contatti fisici, ad una più solitaria, fra le mura domestiche, con l’ unica compagnia dei dispositivi informatici.

L' impatto sociale si è fatto sentire in più direzioni diverse.

Chi ha famiglia se l’è ritrovata in casa al completo, non andando più i ragazzi a scuola, e per alcuni non è stato un gran piacere. A volte, l’allontanamento fra persone, anche solo per qualche ora al giorno, attenua i contrasti e gli attriti, possibili e frequenti tra esseri umani diversi. La stanchezza di una giornata trascorsa su vari mezzi di trasporto, e a lavorare, impedisce poi che questi attriti riprendano vigore alla sera, ma c' immaginiamo una famiglia tipo di quattro componenti, adulti e ragazzi, giorni interi a casa per due mesi? Se non sono scoppiate le guerre è stato un miracolo. Per tacere sul doloroso argomento delle violenze domestiche che durante la clausura forzata sono purtroppo, esplose in maniera allarmante, ponendo un accento grave sulla sempre minor tolleranza verso il prossimo, in particolare quello femminile.

Tuttavia, c'è, invece, chi, nel ritrovarsi insieme a casa, ha riscoperto affetti sopiti dal tran tran della vita quotidiana ante-Covid.  Ha, addirittura, riscoperto i propri familiari.

Secondo alcuni il lavoro in remoto isola; altri godono di questa condizione. Credo sia  un fattore soggettivo. Molto dipende dal carattere dell' individuo.

Tuttavia, a parte questo delicato aspetto sociale, il lavoro a distanza porta benefici. Dove?

Nell' ambiente. Più persone restano a lavorare al loro domicilio, meno ce ne saranno sulle strade, snellendo di parecchio il traffico nelle grandi città, con l’esito positivo di diminuire i livelli di gas tossici. L’anno scorso, dopo due mesi di lockdown era stata notata una considerevole riduzione nel buco dell’ ozono. Ma qualcuno potrebbe obiettare che la permanenza a domicilio comporterebbe aumenti nel consumo di energia elettrica, dirottato agli elettrodomestici, specie ai climatizzatori, i quali sono additati come colpevoli di emissioni inquinanti. Domanda: cosa inquina maggiormente? I climatizzatori o i gas di scarico dei tanti veicoli in giro per le vie cittadine, spesso strette, in cui sono facili gli ingorghi?

Il lavoro a distanza porta benefici: a chi?

Indubbiamente al lavoratore, non più costretto a svegliarsi all'alba per raggiungere il luogo di lavoro, a volte, molto lontano; che si scopre abbastanza libero nel pianificare la sua giornata senza troppi vincoli. Inoltre, il remote working consente di lavorare col mondo intero. Non è detto, infatti, che si debba collaborare solo con società del proprio Paese. Abitando a Roma, ad esempio, si può lavorare con altre società operanti a New York, Sidney o Città del Capo, allargando così i propri orizzonti culturali e le proprie competenze nell' ambito della professione.

Ma eccoci giunti al nodo cruciale dello smart/remote working, vale a dire alla questione contrattuale legata a queste modalità. Il remote worker gode degli stessi diritti del collega che opera in presenza? Ha anche gli stessi doveri? Più o meno si. Il suo apporto nello svolgimento delle mansioni affidate a casa è lo stesso di quello che svolgerebbe in ufficio. Tenendo ovviamente conto che non tutti i mestieri possono essere esercitati online, prendiamo in esame solo quelli che possono esserlo, come tutti i lavori burocratici, l'insegnamento e alcune libere professioni.

Nella Pubblica Amministrazione smart e remote working sarebbero l' ideale giacché andrebbero a sfoltire i ministeri e, in generale, i pubblici uffici. Le pratiche possono essere sbrigate anche in salotto, in cucina, nella propria stanza, in uno studio, in giardino, sul balcone o dove si sta meglio.

Il timore principale di chi opera in via telematica, però, è di sentirsi in dovere di essere disponibile 24 ore su 24, e di essere controllato dai principali, rischi in cui è possibile incorrere se il principale non si rivela corretto. Ma la legge a riguardo stabilisce che l'orario di lavoro è, più o meno, lo stesso di chi è presente in ufficio, o a scuola.  Differente potrebbe essere la situazione dei liberi professionisti che, in ogni caso, per questioni di mestiere, devono essere quasi sempre reperibili. In aggiunta, la legislazione in merito garantisce condizioni di operatività che non devono pregiudicare la salute del lavoratore quali una postazione di lavoro confortevole, pause di 15 minuti ogni due ore per riposare la vista dai monitor, permessi, coperture sanitarie e assicurative.

Per finire,  il lavoratore in remoto, al pari dei suoi colleghi in presenza, ha diritto alla formazione e agli aggiornamenti che potrebbero servire per migliorare la sua attività e la sua posizione.

Stipendio? Dovrebbe essere identico a quello che percepirebbe se andasse in ufficio. Lavorare a distanza non cambia sostanzialmente il carico di incombenze.

Straordinari? La legislazione relativa a questo capitolo  li pone, appunto, come straordinari, ossia, da erogare col contagocce.

Doveri del remote/smart worker? Lavorare.

Va precisato che  smart,  ma soprattutto remote working, sono concordati fra le parti del contratto lavorativo, dunque, niente scelte forzate a meno che non si verifichino determinate condizioni.

Quindi, sulla carta vi sono poche differenze fra chi opera a distanza e chi in presenza.

Ci auguriamo che questa quasi parità non resti solo sulla carta.

Smart e remote working sono ormai due realtà che sono  entrate a far parte della nostra nuova  vita post-pandemia, ma anche in corso. Per chi ha scritto questo articolo lo sono dal 1999.

Per ulteriori info sull' argomento....                                                                                        P. L           

RACCOLTA RIFIUTI, RACCOMANDAZIONI DI UPA

 


La raccolta dei rifiuti deve avvenire con la partecipazione di chi la finanzia

LE RACCOMANDAZIONI DI UNITI PER L’AMBIENTE

Si continua a parlare in questi giorni del nuovo contratto per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Se ne parla senza conoscere i contenuti del capitolato preparato per mandare il progetto in gara che viene considerato un documento da trattare con riservatezza invece che come documento aperto alla discussione. Rappresentanti di Uniti Per l’Ambiente ne hanno letto i contenuti presso la segreteria del Sindaco dopo che lo stesso aveva dato la disponibilità a farlo. 

Il capitolato è, di fatto, il menu dei servizi che verranno inclusi nel contratto. 

La visione del documento avvenne nei primi giorni di ottobre del 2020. Successivamente si è aperto un confronto fra i comitati e le associazioni che aderiscono ad Uniti Per l’Ambiente e anni di osservazione e esperienza sul campo hanno portato alla formulazione di raccomandazioni il cui esito è rimasto sconosciuto a chi le ha formulate e quindi ai cittadini di Anzio. Il timore è che, come spesso è avvenuto in passato, una forma di sottile arroganza di chi deve decidere lo porta a pensare di essere onnipotente ed a dimenticare che un servizio reso alla Comunità e dalla stessa finanziato è un servizio della Comunità e ad essa deve sempre concessa l’opportunità di incidere nelle decisioni.

Ciò non fu fatto in occasione del contratto precedente ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A scanso di equivoci si reiterano le raccomandazioni che Uniti Per l’Ambiente formulò in quella occasione.

1. Premessa

Il Capitolato d’appalto costituisce l’impegno normativo che entrerà nel contratto di gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani. La sua struttura e la sua capacità di adattamento alle condizioni reali del territorio costituiscono elementi fondamentali del successo del progetto. Gli scarsi risultati della passata gestione, però, sono dipesi solo in parte dalle scarsa funzionalità delle modalità previste e quindi dal capitolato d’appalto che fu redatto per andare in gara. Notevoli responsabilità vanno anche attribuite a:

a. Mancanza di coinvolgimento dell’utenza a livello della definizione delle modalità del  servizio.

b. Mancanza o cattiva attuazione di alcune prescrizioni contrattuali.

c. Carenza operativa da parte della ditta.

d. Carenza di controlli a livello della fiscalità che finanzia la raccolta.

e. Carenza dei controlli sul territorio presso l’utenza inadempiente.

f. Carenza di controlli sul territorio.

g. Pessima rispondenza e scarsa partecipazione dell’utenza.

h. Carenza a livello gestionale.


2. Considerazione generale

Uno degli elementi che hanno decretato il carente risultato della gestione passata è senza dubbio quello del drammatico accumulo di rifiuti nelle strade dei quartieri di Anzio che si è verificato specialmente nel periodo primavera-estate. 

Un fenomeno che deriva dal coacervo di deficienze sopra indicate e che ha anche costituito un rilevante spreco di risorse economiche. L’abbandono di rifiuti in strada è spesso conseguenza di cattiva impostazione della raccolta. 

Ritengo essenziale partire da un presupposto: Il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani deve controllare, anche se con modalità e responsabilità diversificate, ogni tipo di rifiuto. Sempre. Nessun materiale deve essere respinto; ogni rifiuto non accettato o di cui sia difficile la deposizione da parte dell’utente diventa, nella stragrande maggioranza dei casi, un rifiuto abbandonato in strada. 

Abbiamo osservato decine di esempi di materiali, come inerti, lastre di cemento amianto, arredi di materiale termoindurente ecc, rifiutati dai centri di raccolta che, almeno nell’80 % dei casi, sono stati successivamente trovati al bordo ella strada e, quindi, “bonificati” e “smaltiti” a carico della collettività. Le tonnellate di rifiuti abbandonati di fronte ai centri di raccolta sono un’ulteriore conferma. 

Questo costituisce un inutile doppio onere economico sia per la bonifica sia per lo smaltimento speciale del rifiuto non controllato. Ovviamente lo smaltimento di un materiale particolare deve essere finanziato da chi lo deposita e l’unico modo per verificare che ciò avvenga è quello di controllarlo e cioè di gestirlo insieme a chi lo produce. 

Si suggerisce di specificare questo aspetto nel capitolato di gara come onere della ditta che verrà retribuito direttamente dagli utenti interessati. Alla stessa stregua la ditta deve avere la capacità di prelevare ingombranti e materiali “speciali” presso l’utente come servizio oneroso per l’utente stesso. 

Si raccomanda un listino separato di servizi a pagamento diretto da parte degli utenti al fine di integrare quelli generali forniti come base contrattuale e per evitare che molti di quei rifiuti finiscano in strada e debbano essere raccolti e smaltiti con finanziamento pubblico.


3. Considerazioni e suggerimenti.

a. Dalla lettura del capitolato emerge subito che esso non è flessibile e non si discosta di molto dalle modalità di quello che lo ha preceduto; il cui obiettivo minimo era di raggiungere il 65% di differenziata entro il primo anno di gestione che, in termini pessimistici significa che l’obiettivo minimo, a fine contratto, sarebbe dovuto essere di almeno 75%. Nel presente Capitolato non è indicato il livello calcolato della differenziata di partenza e viene fissato il valore del 70% (art 5) come obiettivo contrattuale che, anche se è definito minimo,è ritenuto piuttosto basso.


b. Il capitolato sottolinea l’importanza del compostaggio domestico e di gruppo. Si indica il numero di 1000 compostiere singole e non se ne definisce la tipologia. Si ha notizia di migliaia di compostiere già fornite in passato di pessima qualità e mai utilizzate. Andrebbe definita la tipologia di una compostiera di qualità e reso tassativo il tempo non solo di fornitura ma anche quello di effettiva distribuzione ai richiedenti la cui lista è già in possesso del Comune (art 4). Non si rilevano le reali modalità di come il compostaggio di gruppo verrà eseguito. Si evidenzia che attualmente molte utenze sono sprovviste di mastelli colorati funzionanti per le varie frazioni di rifiuti. Si raccomanda che il capitolato preveda la possibilità di sostituire i mastelli deteriorati o perduti durante il periodo del contratto per un limitato numero di volte in modo gratuito e comunque sempre dietro pagamento del loro costo. Attualmente si stima che circa il 20% dei mastelli siano mancanti mentre il 60% dei rimanenti sia danneggiato.


c. Il capitolato ripete (art 8), anche se con un’impostazione leggermente diversa, l’errore fondamentale di non considerare la frazione verde come sesta frazione domestica. Si raccomanda con insistenza di prevedere la raccolta generalizzata del verde, prodotto dai privati e proveniente da giardini, fissando un giorno alla settimana senza alcuna prenotazione. 

Come avviene in tutti i comuni in cui il servizio viene effettuato con maggiore efficienza. I sacchi dovranno essere trasparenti e dovranno essere lasciati al di fuori della proprietà in modo che non siano d’intralcio; come avviene per le altre frazioni di rifiuti. Si raccomanda di evitare il sistema della prenotazione, in quanto del tutto inutile e non funziona come non ha funzionato. Si fa presente che la raccolta del verde con cadenza settimanale, attuata dall’ Ass. Ranucci, anche se non perfettamente eseguita, ha ridotto di circa il 20% in volume, la quantità di rifiuti abbandonati in strada nel periodo di attuazione. Si rileva che, nei periodi maggio-settembre, la quantità dei rifiuti verdi abbandonati in strada rappresenta, in volume, circa il 40-50% del totale e che essi, in tale configurazione, diventano rifiuti indifferenziati e quindi smaltiti a finanziamento pubblico invece che privato ed ad un prezzo decisamente piu alto. Questo costituisce un cattivo impiego del danaro pubblico.


d. Prelievo di legno, inerti, RAEE ecc. (art 9,10 e 14). Il servizio non può forzare l’utente a recarsi a depositare materiali pesanti e speciali presso i punti di raccolta. Un’analisi dell’utenza, specialmente delle periferie, mette in luce la forte presenza di cittadini anziani e con patologie per cui il capitolato deve prevedere anche un agile prelievo presso le abitazioni, deve prevederne le modalità e l’eventuale contributo da pagare a parte, commisurato alla tipologia del rifiuto ed ai possibili costi di smaltimento, per i rifiuti “speciali”.

Non è accettabile, in base alla normativa vigente, costringere un cittadino invalido a dichiarare la propria invalidità per ottenere un servizio gratuito di prelievo presso al propria abitazione a meno che non desideri farlo spontaneamente. Il prelievo presso le abitazioni deve avvenire nel termine massimo di 48 ore dalla telefonata e non dalla conferma della sua esecuzione, perchè questo aspetto da alla ditta una flessibilità che provoca solo disservizio. E’ essenziale che il servizio possa essere agevolmente utilizzato da utenti che versano la TARI completa per prestazioni che utilizzano pochi giorni l’anno e che, è dimostrato, costituiscono una rilevante fonte di abbandono dei rifiuti, specialmente durante i fine settimana.

e. Isole ecologiche (art 19). Esse rappresentano una valida soluzione di raccolta, specialmente per l’utenza “saltuaria”. Basta percorrere in estate la via Ardeatina, la via Nettunense, lo Stradone di Sant’ Anastasio , la via delle Cinque miglia ed altre strade con cui si accede ai Anzio, per comprendere l’importanza di tale provvedimento. Si precisa che lo stesso provvedimento era incluso nel contratto precedente e che esso non à stato attuato. 

Si raccomanda che le piazzole relative alle isole ecologiche siano meglio definite e che siano realizzate in modo permanente nelle ubicazioni previste, siano di dimensioni adeguate e costruite secondo la normativa tecnica prevista con particolare riferimento all’ illuminazione notturna. Si raccomanda che esse dispongano di adeguata cartellonistica che ne spieghi in funzionamento. Le due isole ecologiche devono essere presidiate durante i sette giorni della settimana nei mesi di luglio e agosto ed anche nelle ore serali dei weekend e comunque sempre controllate da una telecamera. L’abbandono dei rifiuti in strada avviene in gran parte nelle ore serali. Si raccomanda di fissare un termine di giorni 180, dalla firma del contratto, per la realizzazione e la messa in funzione delle piazzole.

f. Informazione e sensibilizzazione (art 27). I rapporti tra l’utenza ed il servizio costituiscono un elemento essenziale per il suo buon funzionamento. Il Capitolato dedica un’ampia parte alla sensibilizzazione degli utenti e ad un’adeguata informazione. Costringendo però l’utenza ad un ruolo solo passivo. Si ritiene essenziale, come queste note intendono fare, che l’utenza sia partecipe al livello di definizione e non solo a quello di presa visione delle modalità già definite. Informare gli utenti su come funziona un servizio di cui essi non condividono le modalità non contribuisce al successo del servizio stesso. Resta comunque valida la proposta di sensibilizzazione ed informazione riportata in capitolato.


4. Conclusioni

Queste note sono solo un contributo su alcuni aspetti del servizio di raccolta dei rifiuti fatte in base all’ osservazione sul territorio durata molti anni. Uno degli elementi che hanno caratterizzato il cattivo funzionamento ed i risultati carenti del periodo trascorso è quello relativo alla mancanza di un’adeguata ed efficace comunicazione tra utente e servizio. Il farraginoso metodo di prenotazione, la difficoltà di comunicare con la ditta, l’assenza di un valido strumento di controllo nei casi di inadempienza, sono solo alcuni degli aspetti che hanno contribuito all’ esasperazione dell’utenza ed all’ abbandono di rifiuti sul suolo pubblico. Gli uffici del Comune, spesso coinvolti nelle diatribe tra utenze e ditta, hanno fatto il possibile nel dare risposta e nel fare da tramite. 

Il Capitolato definisce il metodo di comunicazione ma non ne dettaglia il tipo di potenzialità, esso ricalca quello del precedente contratto che ha mal funzionato. Si raccomanda la definizione di un numero verde dedicato e personalizzato a questo specifico contratto e quindi alla zona di Anzio, che sia facilmente memorizzabile e che, specialmente nei periodi estivi, sia sempre accessibile e presidiato, nei sette giorni della settimana nelle ore di servizio, da personale capace di dare istruzioni e consigli su problematiche che riguardano il servizio ed i rifiuti. Parimenti dovrà essere divulgato il numero presso l’Ufficio Ambiente da utilizzare ed un indirizzo di posta elettronica a cui segnalare eventuali disservizi. Chi ha redatto queste note resta disponibile a discuterne il contenuto, a discutere di altri aspetti del servizio ed a collaborare al buon funzionamento di un servizio di cui si condividono le modalità.

S. F. 

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