CENTRALE BIOGAS: SI PUÒ' ANCORA FERMARE



                                                            


FERMARLA SI PUÒ

Spesso le  piccole e grandi violenze dell’ambiente avvengono per l’incuria dei governi, a volte con la loro collusione, quasi sempre per ragioni di guadagno e speculazione ma, purtroppo e troppo spesso, esse vengono commesse con la complicità di coloro che ne patiscono le conseguenze. Troppo spesso la gente non sa, molto più spesso non vuole sapere e quasi sempre se ne frega e si avvede della porta aperta solo dopo che le mucche hanno preso il largo. La realizzazione di impianti impattanti, come una centrale biogas, vengono  sempre accompagnati di mobilitazioni di popolo che si muove sotto il vessillo di una parte politica, fatto che se da una parte da consistenza alla mobilitazione ne rivela, prima o poi,  l’aspetto divisivo e gli esiti sono spesso negativi. Noi abbiamo scelto la via legale, la strada maestra del confronto istituzionale, liberi da costrizioni partitiche e dalla necessità di compiacere o di denigrare un Giunta Comunale o Regionale. Confronto e discussione che abbiamo cercato di fare negli incontri con la politica, nelle commissioni e nell'ambito del Consiglio Comunale.
Abbiamo contribuito in modo determinante a bloccare  la centrale biogas  della Green Future. Abbiamo fermato il mega-deposito di rifiuti di Eco-Transport.                                                       

 Non abbiamo potuto fermare la Centrale biogas  della Spadellata  perché il Comune di Anzio l’aveva già autorizzata senza darne notizie alla gente. Noi continuiamo a credere nella forza della legalità e nella coerenza delle persone per bene per fermare la centrale della Spadellata causa di disagio, danno economico e potenziale pericolo per gli abitanti.
Siamo convinti che essa possa essere fermata perchè pensiamo che la legge sia dalla nostra parte.
Per fare questa battaglia di giustizia e di legalità serve la presenza della gente, perchè la gente è la nostra forza.
Il giorno 18 febbraio alle ore 10,30  presso la Sala Consiliare di Villa Sarsina si parlerà delle ragioni della Centrale della Spadellata e la TUA PRESENZA, per sapere come stanno i fatti,  è indispensabile. E’ anche indispensabile continuare la nostra battaglia  per far capire alla politica di Anzio che la salute degli abitanti, la loro sicurezza  ed i loro interessi familiari non possono essere svenduti per trattare i rifiuti di Roma e per soddisfare solo ragioni di speculazione economica.

           PARTECIPA!  

LA TUA PRESENZA E’   

      INDISPENSABILE


Uniti Per l’Ambiente

RIAPERTURA CONFERENZA SERVIZI


BIOGAS: LA REGIONE RIAPRE LA CONFERENZA DEI SERVIZI

Oggi, 3 febbraio 2020, alle ore 9,00, presso la Direzione Regionale del Ciclo Rifiuti della Regione Lazio una Delegazione del Coordinamento Uniti Per l'Ambiente ha incontrato il Direttore del Servizio, Ing.Flaminia Tosini, per discutere della Centrale Biogas di via della Spadellata.

Scopo dell'incontro: evidenziare alla Dirigente le anomalie di cui la centrale è oggetto e richiedere che la Conferenza dei Servizi sia riattivata allo scopo di verificare gli aspetti relativi alla sicurezza dell’impianto.
La delegazione di  UPA ha fatto innanzitutto presente all'Ing.Tosini che al posto di una rappresentanza di cittadini ci dovrebbe essere stato il Sindaco di Anzioovvero un suo qualificato rappresentanteNonostante due anni di promesse, il Sindaco di Anzio dall'ing.Tosini non risulta che ci sia ancora andato o che abbia inviato un rappresentante qualificato per richiedere la riapertura della CDS a tutela degli abitanti della zona.

La delegazione di UPA ha consegnato all'ing.Tosini la versione cartacea del “Dossier Spadellata”, già inviatl'autunno scorso via posta elettronica ed ha evidenziato le criticità dell'impianto biometano, posto a trecento metri dalla scuola Sacida e da un centro abitato, con potenziali rischi di esplosione. Un impianto realizzato allo scopo di trattare rifiuti non prodotti nell’ambito di chiusura del ciclo rifiuti in cui Anzio è inserita. 

L'ing.Tosini ha risposto che in merito ai rischi di esplosione la competenza riguarda i Vigili del fuoco, che effettuano le verifiche di legge, e la Prefettura. In merito alla distanza da mantenere rispetto ad edifici sensibili (come le scuole), centri abitati  e case sparse l'ing.Tosini afferma che ciò riguarda principalmente le discariche, mentre per gli altri impianti si parla di ”attenzione progettuale”. UPA ha ricordato che nel 2011, l'allora vigente piano regionale di gestione rifiuti fissava una distanza di 2000 metri da edifici sensibili (come recita anche l'interpellanza del presidente della X commissione del Consiglio regionale, Marco Cacciatore, interpellanza ai vertici della Regione Lazio del novembre scorso).

L'ing. Tosini ha voluto sottolineare che ricopre il suo attuale incarico da una data successiva  rispetto a quella dell'approvazione dell'iniziale progetto Cogec (2014), mentre ha seguito i passi successivi dell'adeguamento e del rinnovo dell'AIA (2015-2017). La Delegazione di UPA ha fatto presente che nel corso della conferenza dei servizi Cogec (2011-2012), il Comune di Anzio non aveva fatto alcuna menzione della presenza della scuola Sacida, né del centro abitato, né delle case sparse. Si ricorda che, come osservato da UPA alla Regione Lazio (redazione del nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti), la scuola  Sacida non compare nella planimetria provinciale (e di conseguenza regionale).  Alla richiesta di riaprire la Conferenza dei Servizi  per una verifica di sicurezza  l'ing. Tosini  ricorda che solo un’autorità come il Sindaco può inoltrare  con successo un richiesta del genere oppure possono farlo  altre Autorità per ragioni valide. 

Siccome, però, la riconsiderazione di un impianto del genere, già approvato,   può aver luogo anche quando le migliori tecniche disponibili (BAT – Best Available Technologies)  hanno subito modifiche sostanziali, in rapporto  alle normative comunitarie, nazionali o regionali, la Dirigente ha annunciato che nelle prossime settimane verrà avviato un procedimento di  riesame del Progetto Cogec-Anzio Biowaste-Asja Ambiente. Il particolare riferimento è all’adeguamento delle BAT inerenti le emissioni odorigene. La riapertura della CDS permetterà a tutti gli Enti ed alle associazioni accreditate di intervenire nel dibattito. 

Nell'incontro si è parlato infine dell'impianto biometano da FORSU Green Future 2015 (nei pressi del cinema Multisala Lido ad Anzio-Padiglioni), che ha ricevuto parere negativo poco meno di un anno fa dalla Regione Lazio. Il responsabile legale della società ha fatto ricorso al TAR nei confronti del parere negativo, adducendo come motivazione la mancanza della presenza della scuola  Sacida nelle planimetrie provinciali. La Regione Lazio si sta opponendo al ricorso. In conclusione, il sindaco di Anzio, massima autorità locale in termini di igiene e sicurezza pubblica locale, può ancora far sentire la sua parola in sede regionale. I cittadini di Anzio lo stanno aspettando dal  mese di novembre 2018, quando i tre tecnici della Commissione Speciale sugli impianti rifiuti di Sacida-Padiglioni (recentemente chiusa dai capigruppo consiliari) hanno prodotto le loro relazioni.

Ufficio Stampa di U.P.A.





BRUTTE COSE L' INVIDIA E LA FRUSTRAZIONE ....



Ci viene da più parti  segnalato che, da una decina di giorni,  su alcuni Gruppi Facebook come “Anzio Bandiera Nera” e  “Sei di Lavinio se”, un individuo, chiaramente identificato anche se  si cela sotto falso nome, ha posto in atto una campagna denigratoria nei confronti di Uniti Per l’Ambiente e di alcuni dei suoi componenti.  Le dichiarazioni dell’individuo  sono del tutto basate su fatti falsi e quindi destituite di qualunque fondamento. Esse,  per il loro contenuto minaccioso e denigratorio,  identificano  però  i reati di DIFFAMAZIONE  PER DIVULGAZIONE (art 595 CP con aggravante per la divulgazione a mezzo rete) e di STALKING -CODICE ROSSO (art 612 bis).  In data 13 gennaio 2020 è stata presentata , presso il  Comando di Stazione dei Carabinieri  di Lavinio,  una denuncia circostanziata nei confronti dell’individuo in questione e dei responsabili dei siti interessati. Tale denuncia è stata ritardata rispetto all’inizio dell’azione denigratoria  solo al fine di raccogliere le prove inoppugnabili nei confronti dell’individuo e dei siti web che ne ospitano un’azione chiaramente infamante. Si comunica che nei confronti dell’individuo in questione e delle persone che agiscono in concorso, verrà attivato anche un procedimento legale per l’azione risarcitoria i cui proventi verranno destinati a finanziare  attività di volontariato locale.


UPA

NONOSTANTE TUTTO, LA CENTRALE APRE ....








"Lo si sapeva, ma l’atto conclusivo di questa storia è il regalo peggiore che la città di Anzio potesse ricevere. Nei giorni scorsi è stato infatti eseguito il collaudo della nuova centrale biogas nella zona industriale di Padiglione. Il collaudo è stato ratificato dalla Regione Lazio e dai funzionari dell’ufficio tecnico del comune di Anzio che hanno verificato la correttezza degli adempimenti previsti dalla normativa per la realizzazione della centrale.
 Va ricordato che l’impianto è stato realizzato a poche centinaia di metri da una scuola e a ridosso delle abitazioni. E proprio i contraccolpi dovuti all’impatto ambientale per mesi sono stati al centro di feroci polemiche che hanno coinvolto lo stesso comune che sotto la gestione Bruschini non solo nulla ha fatto per impedire la realizzazione della centrale, ma ha addirittura rilasciato parere favorevole.
 La nuova centrale biogas che sarà operativa da gennaio potrà trattare fino 65 mila tonnellate di rifiuti organici l’anno, mentre Anzio ne produce poco meno di 20 mila l’anno. E’ quindi del tutto evidente che la nuova centrale biogas di Anzio tratterà anche rifiuti organici provenienti da altri comuni della provincia di Roma. Insomma Anzio rischia di diventare la pattumiera del Lazio.
 Per fortuna che nei mesi scorsi prima la Regione Lazio e poi Città Metropolitana hanno dato parere negativo definitivo per la realizzazione di un’altra centrale biogas sempre nella zona di Padiglione"
fonte





COMMISSIONE SPECIALE


CHIUDE LA COMMISSIONE SPECIALE

Uniti Per l’Ambiente ha passato il segno: ha proposto di parlare di ambiente in Consiglio Comunale. Dopo aver interpellato una dozzina di Consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, dai quali aveva ottenuto un’unanime disponibilitàdopo aver sentito informalmente il Sindaco, ricevendone l’assensodopo averne parlato con la Presidente del Consiglio Comunale, che aveva recepito la richiesta favorevolmente, era stata convocata la riunione della Commissione Speciale di cui la richiesta di dibattito è stata l’unico argomento all’ Ordine del Giorno. Il 13 novembre alle 11,30 la saletta della Giunta era piena di cittadini in maglietta gialla ed il tavolo delle riunioni pieno di rappresentanti della politica di Anzio chiamati a discutere ed approvare una richiesta di discussione in Consiglio di alcune problematiche ambientali delle quali una sintesi era stata fornita ai partecipanti. “Questo dibattito viene proposto dal coordinamento di Associazioni, Comitati ed Enti UNITI  PER L’AMBIENTE, al fine di dare risposte e chiarimenti su quanto sta avvenendo ad Anzio in materia ambientale. 

Un dibattito che la politica di Anzio deve necessariamente affrontare per diradare dubbi e sospetti, alimentati anche da atti giudiziari,  che non da oggi hanno attraversato le attività che ad essa si riferiscono. Questo dibattito non viene proposto in contrasto con la Politica che governa Anzio  ma intende sollecitarne ed  integrarne l’azione  nello spirito della difesa del bene comune. Un dibattito  che potrà avvenire in seno al Consiglio Comunale che è l’Organo deputato a deliberare azioni e comportamenti del Governo di Anzio e che,  è auspicabile,  possa decidere in modo unitario.  Come già accaduto, per casi analoghi,  la Politica di Anzio, in sede assembleare, ha sempre deliberato all’ unanimità  perché la difesa del nostro territorio e della salute dei suoi abitanti non può avere un colore politico”. 

Questo era lo spirito della proposta e gli argomenti su cui discutere erano stati limitati ed esposti in forma sintetica: Centrale biogas della Spadellata e necessità di portare il problema  all’ attenzione della Regione, per grave anomalia riferita alle distanze di sicurezza; pessima gestione nella gestione della raccolta dei rifiuti; carente organizzazione nell’ ambito della materia ambientale che si traduce in danno per i cittadini. Tre argomenti asettici che i  molti Consiglieri, preventivamente interpellati,avevano considerato come congrui e plausibili. 

Durante la riunione della Commissione Speciale che, bisogna sottolineare, è l’unica che include, come membri, un rappresentante dei cittadini e tre tecnici esterni, le posizioni sono state riviste e corrette. “I cittadini devono ricorrere al veicolo politico per dialogare con l’Istituzione e non possono farlo attraverso richieste di dibattito dirette”. E poi “la Commissione Speciale non ha più ragione di esistere in quanto essa ha fornito la sua relazione al Sindaco (si tratta del dossier Libralato) ed è al Sindaco che bisogna rivolgersi”; è del tutto irrilevante che non si conosca la risposta alle domande ed alle verifiche che quel dossier proponeva. “Le argomentazioni relative ai rifiuti ed al mancato pagamento della TARI da parte di oltre il 50% dei cittadini, vanno discusse nell’ apposita Commissione Ambiente” 

Dove, secondo la dichiarazione del Consigliere Brignonenon se ne parla affatto. E la dichiarazione del Consigliere Manaresi che “se dipendesse da me ne farei altre di centrali Biogas”. Alla domanda se si riferisse anche quella che infrange le regole sulla sicurezzail Consigliere non fa distinzione questo ha fatto imbestialire alcuni abitanti della Sacida che erano intervenuti alla riunione. E’ stato inutile ribadire che non si stava parlando della tecnologia biogas ma del pericolo di un impianto posto in un luogo sbagliato. Dialogo fra sordi. Reato di lesa maestà. Una proposta formulata in modo genuino secondo lo spirito della democrazia partecipata è stata rigettata e i Commissari si sono apprestati a votare una mozione di chiusura della Commissione che ha dato voce ai tanti cittadini che Uniti Per l’Ambiente rappresenta. 

La politica la devono fare i politici: i cittadini devono stare al loro posto. Ma i cittadini non  sono d’accordo a soggiacere all’ arroganza di persone che, fatta qualche eccezione, non sono capaci di recepire istanze giuste e plausibili e di dibattere davanti ai cittadini problemi dagli stessi proposti. Si è negato un dibattito aperto ai cittadini su argomenti e sui problemi che gli stessi vivono sulla loro pelle.

Sergio Franchi




DENUNCIA ALLA PROCURA








PARTE  LA DENUNCIA  ALLA PROCURA


Non si parla quasi più della centrale per la produzione di biogas che la Ditta Asja Ambiente sta ultimando in via della Spadellata. Sono solo carboni ardenti sotto la cenere del menefreghismo imperante.  Si sente dire che ormai è terminata e non si può fare più niente. Questo lo potrà dire solo il tempo e le tante azioni di tutela che sono state e che verranno avviate. Questa centrale nasce con un vizio iniziale, una specie di peccato originale di cui tutti sembrano essere convinti ma di cui pochi vogliono parlare e nessuno intervenire.
Eppure la domanda è semplicissima anche se è duplice: La centrale è stata realizzata seguendo tutte le norme di sicurezza imposte dalla legge vigente? Se tali norme non sono state rispettate, può una centrale che rappresenta un potenziale pericolo per gli abitanti essere posta in funzione? Ho sentito un consigliere comunale di Anzio difendere la realizzazione di questo impianto affermando di essere favorevole al biogas. Che confusione!  Che c’entra essere favorevoli al biogas con fatto che una centrale che produce biogas venga realizzata in modo da rappresentare un potenziale pericolo per la gente che abita nelle vicinanze dell’impianto?  Quel consigliere, che ha dichiarato anche di essere favorevole alla cementificazione di ogni area verde, lo vada a raccontare a quei poveri disgraziati che abitano nelle vicinanze.
Oppure a quelli che producono agricoltura biologica nel terreno attiguo o al forno industriale che distribuisce i suoi prodotti in tutta Italia. Una signora, con cui ho parlato alcuni giorni orsono, mi ha raccontato che la sua casa ed il suo terreno, costruiti con una vita di sacrifici e posti nelle vicinanze dell’impianto, hanno perso qualsiasi valore commerciale. E’ giusto che questo avvenga? E’ giusto creare una turbativa così drammatica, un grave  danno economico ed un potenziale pericolo per la vita e per la salute degli abitanti? E’ giusto che per permettere ad un privato di guadagnare danaro, diritto sacrosanto nell’economia liberale,  si provochi grave disagio agli abitanti?  E’ giusto che questo avvenga senza un dibattito tra coloro che sono chiamati a pagare un prezzo così caro? Senza che la norma venga applicata in modo corretto? Senza che qualche forma di compenso venga concesso a chi subisce un danno così grave? Chi può pensare che questo possa essere accettato?
Eppure i cittadini si sono organizzati ed hanno cercato di far  sentire la propria voce senza mai travalicare il confine del confronto civile. Non  vi sono state occupazioni, non si ha notizia di persone che si siano incatenate ai cancelli del cantiere e nemmeno di  blocchi stradali, come avviene sempre in queste circostanze; solo confronto civile. Le associazioni hanno fatto sentire la voce degli abitanti sui tavoli delle Conferenze di Servizi che hanno avuto luogo per impianti simili proposti nella stessa zona;  ma non per l’impianto della Spadellata, che è stato approvato senza che i cittadini ne venissero nemmeno a conoscenza e non credo che l’assessore ed il dirigente, che diedero il nulla osta da parte del Comune di Anzio,  avessero l’obiettivo di tutelare l’interesse dei cittadini che rappresentavano.
Eppure quella centrale è  stata ubicata a meno di 300 metri dalla scuola Angelita con circa 400 alunni, che esiste da circa 50 anni, da un nucleo urbano di centinaia di persone ed a circa 800 metri dalla scuola Virgilio con circa 1200 studenti e quindi in una posizione che non soddisfa i principi di sicurezza. Questo è  un comportamento che non può essere accettato in un Paese Europeo, perchè viola il diritto sacrosanto della gente di  difendere la propria salute, la propria incolumità ed i propri interessi economici. Non è eludendo il problema che si troverà una soluzione; non è evitando di dare risposte  che si taciteranno gli animi di coloro che ricevono solo danno e pericolo.
Esistono molte persone che abitano nella zona e che non sanno ancora niente della situazione in cui sono coinvolte. In sintesi: quella centrale è posta in un’area abitata; è molto probabile che essa costituisca un pericolo per la salute e per l’incolumità degli abitanti; sono state indicate decine di verifiche di cui non si conosce l’esito; che deve fare la popolazione della zona per difendere i propri diritti? Chiedere alle autorità che devono garantire la tutela di quei diritti e quindi chiedere al Giudice se essi siano stati violati,  per  porre rimedio ad eventuali violazioni.
Il coordinamento di associazioni e cittadini Uniti Per l’Ambiente, attraverso i gruppi e le persone che vi aderiscono ha, di volta in volta, definito azioni ed attività informative, ha fatto proposte, ha alimentato il dibattito e l’attenzione per i problemi ambientali di Anzio di cui quello della centrale biogas resta il piu stridente con la logica e con la tutela dei diritti. Non essendo Uniti Per l’Ambiente un soggetto giuridico esso si muove sul piano formale attraverso le persone e le associazioni regolarmente registrate che vi aderiscono.
Il Comitato dei Cittadini Sacida, che è colonna portante di Uniti Per l’Ambiente, con cui condivide le battaglie in difesa dell’habitat,  ha dato corso, a nome del Coordinamento e con l’assistenza di un legale,  ad una denuncia rivolta alla Procura della Repubblica, con la richiesta di verificare se esistano ragioni di violazione dei diritti degli abitanti. L’azione presso la Procura di Velletri è stata affidata all’ Avv Daniela Folliero, con Studio in Nettuno, che generosamente assiste Uniti Per l’Ambiente in modo del tutto gratuito.
L’azione si affianca ad altre azioni legali condotte a tutela degli interessi dei cittadini della zona e di privati per il danno e per il pericolo che vengono prodotti. Al Comune di Anzio le associazioni chiedono la massima trasparenza e coerenza con gli impegni presi nelle varie occasioni in cui si è dibattuto nel merito. Alla Giunta Comunale chiedono di delineare una netta azione di discontinuità con chi questa situazione ha creato e che prima o poi sarà chiamato a rendere conto delle proprie azioni.

Sergio Franchi



LA PINETA DELLA GALLINARA VERRA' ADOTTATA



Sono anni che un gruppo di associazioni e cittadini del Lido dei Pini, costituiti in Comitato, stanno unendo gli sforzi per difendere il diritto degli abitanti  a vedere la loro pineta salvata dal male che l’ha colpita e valorizzata come bene naturale e come elemento aggregante. I risultati non sono esaltanti: la malattia della pineta non è stata arrestata e per quanto riguarda la sua valorizzazione ci si limita a qualche iniziativa e ad un pò di alberi piantati. C’è stato un recente tavolo di lavoro con la partecipazione di un  Professore esperto in fitoterapia ma dopo...nulla.
E’ tempo di passare ai fatti ed è tempo che i cittadini possano intervenire direttamente nel dare vita ad un parco naturale in cui non siano solo i cani a sgranchirsi i  muscoli ma in cui bambini ed adulti possano farvi attività ricreativa. Alcuni mesi orsono il Gruppo Operativo Salviamo la Pineta deliberò la costituzione di un team di persone che si occupasse delle modalità di una sempre auspicata richiesta di adozione da rivolgersi al Comune di Anzio e da concretizzarsi nel contesto della normativa esistente.
Il lavoro del Gruppo Adozione non è stato facile perchè non era facile compendiare le esigenze di una partecipazione popolare più larga possibile e di una gestione legalmente ed operativamente affidabile che non sempre la partecipazione popolare può garantire. Ma questo aspetto era stato già affrontato in un incontro informale col Sindaco di Anzio il quale era stato perentorio nell’esigere una controparte capace di dare garanzie concrete.
La riunione del Direttivo che si è tenuto il 25 settembre aveva come unico punto all’ordine del giorno “adozione della Pineta”. Il Segretario Operativo che, per Statuto, ha l’incarico di trattare gli aspetti organizzativi del Comitato, ha letto la proposta sulla quale basare una richiesta di adozione del Parco Comunale della Gallinara. Dopo una breve ma intensa discussione il Direttivo ha votato la proposta all’unanimità con la sola astensione di un membro. In che cosa consiste la proposta approvata? 

  1. “Il Presidente pro-tempore del Consorzio di Lido dei Pini, partner primario del Gruppo Operativo Salviamo la Pineta,  che dispone di un’organizzazione collaudata in decenni di amministrazione,  di una capacità giuridica immediatamente operativa, di una presenza continua sul territorio e di una sede adeguata, costituisca, nella sua qualifica di Presidente del Consorzio Lido dei Pini,  la controparte del Comune di Anzio nell’accordo di Adozione della Pineta.  Giova ricordare che il Consorzio Lido dei Pini è già da molti anni legato da convenzione  al Comune di Anzio per la sua funzione di Consorzio Stradale. Il Consorzio può condividere sinergie e  risorse già disponibili nella gestione consortile, con il vantaggio di accelerare i tempi e di generare un notevole risparmio nel bilancio dell’amministrazione della Pineta.
  2. Come previsto dallo  Statuto, il Gruppo di Adozione, composto da cinque persone venga trasformato  nel Comitato di Gestione della Pineta, presieduto  dal Presidente del Consorzio o da persona dallo stesso designata. Nel caso di defezione di uno o piu degli elementi che attualmente compongono il Gruppo di Adozione o successivamente del Comitato di Gestione si provvederà al suo/loro reintegro,  attraverso la cooptazione esercitata all’unanimità dai membri restanti. Il Comitato di Gestione  opererà con un piccolo regolamento che verrà definito dai suoi componenti.
  3. Al fine di permettere a tutti i componenti  del Gruppo Operativo, inclusi i rappresentanti dei cittadini, di partecipare attivamente alla gestione della Pineta,  il Gruppo stesso resterà in attività come  Consiglio  dei Delegati.
  4. Il Consorzio Lido dei Pini, attraverso il suo rappresentante che Presiede il  Comitato di Gestione,  resta responsabile amministrativo, dell’attuazione delle clausole di adozione rispetto al Comune di Anzio.  
  5. Il Comitato  di Gestione costituisce lo strumento operativo per la gestione della Pineta. Esso è responsabile anche di verificare la puntuale azione  fitosanitaria,  che  resta una responsabilità del Comune di Anzio. Il Consiglio  dei Delegati costituirà l’organo propositivo del nuovo assetto organizzativo.
  6. Ove il Consiglio  dei Delegati darà segno di consistenza e di capacità manageriale, gestionale ed amministrativa autonome,  potrà esprimere un’ associazione per la gestione della pineta, secondo la nuova normativa del terzo settore, e proporre al Comune di assumere direttamente la sua conduzione. Nel caso che il Comune accetti,  la nuova associazione sarà l’unica responsabile della gestione e dell’amministrazione della Pineta” E’ evidente che l’esigenza di concretezza ed affidabilità verrà garantita dall’assunzione di responsabilità legale ed amministrativa assunta dal Consorzio Lido dei Pini ma è anche evidente che i cittadini e le associazioni che hanno per anni lavorato al progetto possano restare ed esprimere la potenzialità di cui saranno capaci. Ora si passerà a formulare la richiesta formale al Sindaco di Anzio.
     
    Sergio Franchi


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CENTRALE BIOGAS: SI PUÒ' ANCORA FERMARE

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