COMMISSIONE SPECIALE


CHIUDE LA COMMISSIONE SPECIALE

Uniti Per l’Ambiente ha passato il segno: ha proposto di parlare di ambiente in Consiglio Comunale. Dopo aver interpellato una dozzina di Consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, dai quali aveva ottenuto un’unanime disponibilitàdopo aver sentito informalmente il Sindaco, ricevendone l’assensodopo averne parlato con la Presidente del Consiglio Comunale, che aveva recepito la richiesta favorevolmente, era stata convocata la riunione della Commissione Speciale di cui la richiesta di dibattito è stata l’unico argomento all’ Ordine del Giorno. Il 13 novembre alle 11,30 la saletta della Giunta era piena di cittadini in maglietta gialla ed il tavolo delle riunioni pieno di rappresentanti della politica di Anzio chiamati a discutere ed approvare una richiesta di discussione in Consiglio di alcune problematiche ambientali delle quali una sintesi era stata fornita ai partecipanti. “Questo dibattito viene proposto dal coordinamento di Associazioni, Comitati ed Enti UNITI  PER L’AMBIENTE, al fine di dare risposte e chiarimenti su quanto sta avvenendo ad Anzio in materia ambientale. 

Un dibattito che la politica di Anzio deve necessariamente affrontare per diradare dubbi e sospetti, alimentati anche da atti giudiziari,  che non da oggi hanno attraversato le attività che ad essa si riferiscono. Questo dibattito non viene proposto in contrasto con la Politica che governa Anzio  ma intende sollecitarne ed  integrarne l’azione  nello spirito della difesa del bene comune. Un dibattito  che potrà avvenire in seno al Consiglio Comunale che è l’Organo deputato a deliberare azioni e comportamenti del Governo di Anzio e che,  è auspicabile,  possa decidere in modo unitario.  Come già accaduto, per casi analoghi,  la Politica di Anzio, in sede assembleare, ha sempre deliberato all’ unanimità  perché la difesa del nostro territorio e della salute dei suoi abitanti non può avere un colore politico”. 

Questo era lo spirito della proposta e gli argomenti su cui discutere erano stati limitati ed esposti in forma sintetica: Centrale biogas della Spadellata e necessità di portare il problema  all’ attenzione della Regione, per grave anomalia riferita alle distanze di sicurezza; pessima gestione nella gestione della raccolta dei rifiuti; carente organizzazione nell’ ambito della materia ambientale che si traduce in danno per i cittadini. Tre argomenti asettici che i  molti Consiglieri, preventivamente interpellati,avevano considerato come congrui e plausibili. 

Durante la riunione della Commissione Speciale che, bisogna sottolineare, è l’unica che include, come membri, un rappresentante dei cittadini e tre tecnici esterni, le posizioni sono state riviste e corrette. “I cittadini devono ricorrere al veicolo politico per dialogare con l’Istituzione e non possono farlo attraverso richieste di dibattito dirette”. E poi “la Commissione Speciale non ha più ragione di esistere in quanto essa ha fornito la sua relazione al Sindaco (si tratta del dossier Libralato) ed è al Sindaco che bisogna rivolgersi”; è del tutto irrilevante che non si conosca la risposta alle domande ed alle verifiche che quel dossier proponeva. “Le argomentazioni relative ai rifiuti ed al mancato pagamento della TARI da parte di oltre il 50% dei cittadini, vanno discusse nell’ apposita Commissione Ambiente” 

Dove, secondo la dichiarazione del Consigliere Brignonenon se ne parla affatto. E la dichiarazione del Consigliere Manaresi che “se dipendesse da me ne farei altre di centrali Biogas”. Alla domanda se si riferisse anche quella che infrange le regole sulla sicurezzail Consigliere non fa distinzione questo ha fatto imbestialire alcuni abitanti della Sacida che erano intervenuti alla riunione. E’ stato inutile ribadire che non si stava parlando della tecnologia biogas ma del pericolo di un impianto posto in un luogo sbagliato. Dialogo fra sordi. Reato di lesa maestà. Una proposta formulata in modo genuino secondo lo spirito della democrazia partecipata è stata rigettata e i Commissari si sono apprestati a votare una mozione di chiusura della Commissione che ha dato voce ai tanti cittadini che Uniti Per l’Ambiente rappresenta. 

La politica la devono fare i politici: i cittadini devono stare al loro posto. Ma i cittadini non  sono d’accordo a soggiacere all’ arroganza di persone che, fatta qualche eccezione, non sono capaci di recepire istanze giuste e plausibili e di dibattere davanti ai cittadini problemi dagli stessi proposti. Si è negato un dibattito aperto ai cittadini su argomenti e sui problemi che gli stessi vivono sulla loro pelle.

Sergio Franchi




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