LETTERA AL CONSIGLIERE

Gentile Consigliere,
La scrivo a nome di un gruppo di associazioni che aderiscono ad Uniti Per l'Ambiente.
Esistono argomenti e problematiche nelle vita di una comunità che le forze politiche che la rappresentano dovrebbero essere libere di affrontare in modo scevro da ideologie e da posizioni di parte.
Mi riferisco a quelle che riguardano la salute ed il pericolo per la gente.
La situazione ambientale di Anzio è sotto gli occhi di tutti; essa è il risultato di errori del passato che non sono sempre da attribuire alla politica  ma di cui la cattiva dirigenza ha costituito ragione essenziale.
I problemi complessi non si risolvono con le piccole decisioni ma richiedono sempre dibattiti ed approfondimenti a largo respiro e con il coinvolgimento di tutti gli attori, amministratori ed amministrati.
Chi ha avuto occasione di seguire il  nostro lavoro sa bene che non esiste antagonismo politico verso questa Giunta anche perchè le idee personali di ognuno dei nostri aderenti non entrano mai nel lavoro che portiamo avanti.
Nei nostri tanti incontri con la gente ci rendiamo conto che essa non è informata e la non informazione alimenta il dissenso.
Una comunità moderna e democratica dispone dei necessari strumenti di dibattito nell'assise che la rappresenta e ciè il Consiglio Comunale ed è in Consiglio Comunale che vogliamo affrontare, con lo spirito di servizio che ci distingue, un dibattito sull'ambiente.
Abbiamo deciso di non  far presentare questa proposta da un gruppo di Consiglieri per evitare l' ovvia e conseguente "contaminazione" politica, ma presentiamo la richiesta a nome di alcune associazioni a-partitiche perchè essa possa essere accolta senza preconcetti.
Vorremmo che il nostro lavoro e la nostra proposta possano essere solo  tentativi per difendere il territorio di Anzio e che vengano unanimemente supportati.
Chi vorrà dare un significato di parte a questa nostra proposta di  dibattito vorrà solo affermare che ha ragioni per rifiutare il dibattito ed il chiarimento.
La prego di contattarmi se intende discuterne con noi.
Grazie per l'attenzione.
SF

SPIAGGE LIBERE, ADDIO?




È di questi ultimi giorni la questione della spiaggia al Lido dei Pini, una delle scarse oasi sabbiose, sgombre da strutture di mano umana, ora oggetto di desiderio di speculatori con pochi scrupoli che vorrebbero "decorare" il piccolo paradiso naturalistico con comfort per turisti, convinti di fare piacere ai villeggianti.



 Il  tratto di spiaggia fra Lavinio e Nettuno  è una distesa senza fine di ombrelloni colorati, con poco spazio fra l'uno e l' altro, e poco spazio fra uno stabilimento e l'altro. Ma non tutti hanno possibilità economiche che permettono di spendere una certa cifra per ripararsi sotto un ombrellone, spalmati su un comodo lettino, e sembra quasi che in questa vasta area di costa laziale trovare ormai un angolo sgombro da attrezzature marittime sia diventato molto difficile. 

E dove non sono stati impiantati stabilimenti regolari, esistenti già da diversi anni, sono nate, e tuttora, spuntano come funghi, le spiagge libere attrezzate, ovvero, quegli spazi di arenile dove una volta c'era solo la sabbia, ed ora sono stati occupati da ombrelloni, lettini ed altro, ottenibili a prezzi popolari, ma di fatto installati in modalità arbitraria.

Sulle locandine, affisse a pali, o qualunque altro supporto che stia in piedi, è riportata la scritta rassicurante COMUNE DI....., ma le ordinanze per l' installazione sono state realmente emesse? 
Non si sa. 
Come sono state concesse queste licenze? 
Non si sa, ma si immagina.

Senza contare che non viene rispettata neppure la distanza fra la fila di ombrelloni più vicina alla battigia, e il mare, fissata per legge a minimo 3-5 metri. E' un miracolo se ci siano sì e no 20-30 centimetri fra il lettino e la riva, cosa che ostacola così, fra l'altro, il passaggio di chi ama camminare sulla spiaggia. 

Ma tant'è.
Il denaro può tutto.

P.L.

La prima concreta iniziativa di UPA MARE, all' interno del coordinamento U. P. A. ,
a cui ne seguiranno altre.

 





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