OMISSIONI GRAVI

Nonostante qualche segno di vita Il Comune non da le risposte che deve dare.                            
                 
                                 
Si continua a discutere in Commissione Speciale, si presentano mozioni senza storia in Consiglio Comunale, si continua a tenere in vita una liturgia senza sacerdoti; insomma l’azione del Comune di Anzio per contrastare gli impianti irregolari di trattamento dei rifiuti si trascina senza risultati. Sin dal febbraio del 2016 il Consiglio Comunale deliberava all’unanimità, tra l’altro, di “procedere a tutti gli approfondimenti d’ordine tecnico e giuridico, anche con l'ausilio di esperti qualificati, affinché l’Amministrazione di Anzio rappresenti al meglio gli interessi della città nelle conferenze dei servizi in cui sarà chiamata a partecipare ed esprimersi in ogni altra sede utile.” Il Consiglio ordinava all’esecutivo di potenziare la propria capacità tecnica per fa fronte alle proprie incombenze istituzionali in difesa dei diritti dei cittadini. Le problematiche tecniche ed i confronti amministrativi per decisioni che vengono prese dalla Regione o dalla CM, col concorso di altri Enti, devono essere discusse a livello tecnico e da tecnici specializzati. Per tutta risposta il Comune di Anzio sostituì il dirigente del servizio responsabile, un Ingegnere Ambientale, con una laureata in “Management degli Enti Locali” che, come ha affermato il suo Assessore “non è un’esperta del settore ambientale”. Ne deriva che la medesima non si è presentata nelle Conferenze di Servizi dove gli aspetti tecnici relativi ai progetti vengono discussi e le decisioni vengono prese. Omissioni gravi che stanno arrecando ed arrecheranno danni alla gente. Sono in corso azioni legali ed altre seguiranno specialmente per il progetto della centrale biogas di Via della Spadellata le cui incombenze tecnico-ambientali vengono gestite dal Comune di Anzio in modo che appare del tutto inadeguato e senza una propria capacità organica. Nonostante qualche incomprensibile resistenza da parte dell’Amministrazione a recepirle, il membro tecnico della Commissione ed esperto ambientale Giorgio Libralato ha fornito, sin dal luglio 2018, un elenco completo delle azioni di controllo da svolgersi sia per quanto riguarda il progetto di deposito rifiuti di Padiglioni sia per quanto riguarda il progetto per la centrale Biogas delle Spadellata della quale ha fatto oggetto di una presentazione in presenza del Sindaco, durante la riunione della Commissione Speciale del 29 novembre 2018. Durante la recente riunione della Commissione Speciale del 4 febbraio nessun aggiornamento è stato fornito sullo stato di attuazione dei controlli del “dossier Libralato” ma è stato genericamente indicato che un tecnico esterno se ne sta occupando. Ritardi, omissioni, responsabilità? I funzionari, i dirigenti ed i responsabili eletti delle Amministrazioni dello Stato dispongono di un potere che è intrinseco ai propri specifici incarichi: un potere che impone precise responsabilità prescindere dalle quali può identificare un reato omissivo. Lascio ad altri le alchimie ed i giochi di una politica asfittica e mi limito a riportate una lista di quesiti semplicissimi ripresi dal documenti di Giorgio Libralato, dai quali non si può prescindere e dai quali non potrà prescindere nemmeno un Magistrato che sarà chiamato a verificare fatti e responsabilità:

Domanda: Il comune di Anzio si è opposto al progetto durante le procedure della conferenza dei servizi?

Risposta: non si è opposto con pareri che potevano fermare la procedura.

Domanda: altri comuni si sono opposti a impianti simili? I relativi progetti si sono fermati?
Risposta: quando i comuni si oppongono a questi progetti con pareri pertinenti e motivati i progetti o vengono respinti oppure vengono inviati all’ente superiore ma che non superano il diniego.

Domanda: l’attuale amministrazione di Anzio è subentrata quando i lavori erano in fase avanzata, poteva comunque opporsi?
Risposta: Sì, l’attuale amministrazione avrebbe dovuto effettuare le verifiche sulla documentazione prodotta dalla società realizzatrice e soprattutto verificare se la stessa documentazione avesse rispettato tutte le osservazioni e prescrizioni contenute nelle varie determinazioni regionali

Domanda: quale situazione poteva portare il controllo della documentazione?

Risposta: dipende da eventuali irregolarità (tutte da dimostrare ovviamente) oppure da mancanze o inottemperanze che potevano portare a sanzioni, sospensione del cantiere oppure nel caso di mancanze gravi, anche all’annullamento dell’autorizzazione.

Domanda: il comune è tenuto ad effettuare i controlli?
Risposta: certo, il mancato controllo sia della documentazione che delle attività di cantiere, trattandosi di impianto insalubre, può portare ad eventuali accuse di mancato controllo e vigilanza.

Domanda: cosa succede al termine dei lavori?
Risposta: la determina regionale di approvazione dell’impianto prevede le attività di controllo e verifica.

Domanda: in base alla documentazione fornita alla commissione speciale per i rifiuti del comune di Anzio vi è la certezza che tutti gli adempimenti siano stati effettuati correttamente?
Risposta: no il comune di Anzio non ha saputo rispondere a nessuno degli adempimenti obbligatori.

Domanda: quando sono state elencate alla commissione speciale per i rifiuti di Anzio gli adempimenti e i controlli che il comune avrebbe dovuto effettuare?
Risposta sia nella riunione della commissione del 6 agosto, sia nella commissione speciale del 27/11/2018.

Domanda: può essere richiesta la revisione della determina di autorizzazione?

Risposta: certo lo prevede la stessa determina.

Domanda: il comune di Anzio può chiedere la revisione della determina di autorizzazione?

Risposta: certo lo prevede la stessa determina.

Domanda: il comune di Anzio si è garantito contro eventuali danni?

Risposta: nonostante lo prevedano la normativa e la determina regionale, nonostante sia stato chiesto in commissione speciale non risulta il comune di Anzio abbia mai chiesto la garanzia di legge. Oltre ad un danno ambientale e sanitario potrebbe portare ad un danno erariale come il caso Eco X di Pomezia ha dimostrato.

Domanda: sono intervenute modifiche normative, procedurali a garanzia della salute e della sicurezza pubblica?

Risposta: si sono intervenute, il comune ne è a conoscenza ma non risulta voglia far attuare le nuove garanzie.

Domanda: l'impianto dovrà funzionare per forza oppure il comune di Anzio può opporsi all'inizio della produzione?
Risposta: il comune può o meglio deve effettuare i controlli di prasi e legge, come altri enti. Solo se vengono rispettati può iniziare la produzione.

Quesiti semplici e risposte lapalissiane che, di per se, non identificano specifiche responsabilità ma che riferiscono di oneri ed obblighi dai quali chi è pagato per gestire la cosa pubblica non può esimersi.
Gli attori della politica di Anzio non hanno ragione di inventare concetti astratti o dare vita ad arzigogolate mozioni per dare segno di presenzae di attivismo: quando si parla di normative, si difenda chi le normative vuole attuare; perchè ci si rende complici della politica che si vuole contrastare se non se ne contrastano le omissioni. Il resto sono chiacchiere e politichetta di infima qualità.

Giorgio Libralato e Sergio Franchi

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