ACQUA SPRECATA

Segnalazioni di dissenso sulla gestione di Acqualatina  continuano.

                                          ACQUA FANTASMA
Dopo la segnalazione del Gen. Plinio Lancia,  proprietario, da mezzo secolo circa,  di una  villetta a Lavinio e  che abbiamo documentato nel numero di luglio,  continuano  i segni  di un malcontento generalizzato rispetto alla gestione della rete idrica da parte di Acqualatina.
Sono noti i tempi biblici impiegati dalla società nell’ intervenire nei casi di guasti della rete stradale e  come è noto l’assunto discutibile per cui le responsabilità della società si fermino al contatore.

Ho potuto negli anni seguire alcuni casi diciamo di “acqua fantasma” e ciò di un flusso idrico che il contatore documenta ma che non si sa dove sia finito. E spesso si è trattato, come nel  caso che vi abbiamo raccontato appunto nel numero di luglio, di decine di migliaia di litri di acqua che arrivano, secondo la tesi della Società, al contatore, vengono dal medesimo misurati e poi scompaiono nell’ambito del breve tratto di giardino che porta all’abitazione e quindi nelle responsabilità dell’utente malcapitato. Certo esistono casi in cui le perdite di acqua non sono visibili perchè vengono assorbite dal  terreno sabbioso in cui sono interrati i tubi che dal contatore portano all’utenza ed altri in cui l’acqua scompare in condotte fognarie.

Restano i casi dell’acqua fantasma come quello documentato da Plinio Lancia che non rileva nessuna perdita di acqua nel tratto di tubo di circa dieci metri che dal contatore all’ ingresso porta all’ abitazione e tanto meno rileva una  perdita di decine di migliaia di litri di acqua, equivalenti  cioè a decine di autobotti,  nell’ ambito della propria casa.

Dopo un’accurata verifica della tratta interna effettuata con un operaio di fiducia e dopo aver verificato lungo quella tratta l’assenza di perdite e di segni di precedenti fuoriuscite di acqua l’utente,  nella piu totale buona fede, ha chiesto alla stessa società a cui contestava un addebito come non dovuto, di controllare se il contatore fosse efficiente e, come chiedere all’ oste se il vino è  buono, il misuratore è risultato in perfetto ordine.

Beffa aggiuntiva:  Acqualatina ha addebitato in bolletta 75 Euro per la verifica effettuata. No,  le cose non funzionano così. Non possono essere cosi perchè, se così fosse, sarebbero ingiuste e vessatorie. La società responsabile non può inviare bollette cosiddette pazze e poi nascondersi dietro ad un opinabile assunto e cioè che le sue responsabilità cessano al contatore. Ritenendo lo strumento di misurazione come  il confine neutro rispetto alla funzionalità dell’utenza specialmente se, in caso di controversia, non si appella ad una verifica “terza” ma fa essa stessa la verifica per attribuire all’ utente la responsabilità dell’acqua fantasma.

In  due dei casi che ho avuti occasione di seguire in passato si trattava di grosse perdite di acqua protratte in periodi piuttosto lunghi: in un caso si è trovata una perdita rilevante su un tubo interrato di circa 80 cm  nel giardino di proprietà che non affiorava ma si disperdeva nel sottostante banco di terreno sabbioso lasciando nel terreno stesso tracce evidenti dell’acqua dispersa, In un altro caso la perdita di acqua veniva convogliata in un pozzo romano e quindi molto difficile dall’ individuare. In tutti e due i casi la ditta ha trattato con i malcapitati proprietari dimezzando piu o meno  l’importo addebitato.

Questo è comprensibile e condivisibile  ma ben altra cosa è quando a livello tecnico non si trova nessuna  evidenza di perdita di acqua in un villino abitato solo in estate, che non ha un impianto di irrigazione, che non ha avuto alcuna erogazione ed  il contatore registra un consumo di 351.000 litri di acqua per un importo richiesto di 2550 Euro.  Lascia qualche dubbio anche etico quanto l’utente racconta e cioè che la ditta Acqualatina ha consigliato di produrre una dichiarazione, evidentemente falsa, da parte di un idraulico attestante una riparazione nel tratto di proprietà al fine di ottenere una riduzione della fattura del 46%.

Ritengo che questi fatti debbano essere affrontati dalla ditta nel modo piu equo che non può limitarsi al  test fatto in casa del contatore di cui è proprietaria. L’utente in buona fede deve essere assistito dalla ditta che deve ricercare corresponsabilmente le cause dell’anomalia e, ove nessuna ragione tecnica viene individuata la ditta non può  comunque addebitare all’ utente un importo per un consumo che non è avvenuto. Di questi aspetti si è occupata piu volte la magistratura ed in un caso simile avvenuto in Sicilia, dibattuto presso il  Tribunale di Caltanissetta,  il giudice ha preso le mosse dagli insegnamenti della Corte di Cassazione ed ha richiamato il principio secondo cui l’obbligo della società erogante di computare gli addebiti sulla base delle indicazioni del contatore:
“non si può risolvere in un privilegio fondato sulla non contestabilità del dato recato nella bolletta (Cassazione n. 10313/04). Se l’utente infatti contesta i valori ricavati dallo strumento di misurazione, deducendo specifiche circostanze, è onere del somministratore offrire la prova del corretto funzionamento del contatore e l’affidabilità dei valori registrati (Cassazione n. 18231/08).” 

Insomma Acqualatina si può limitare ad  addebitare somme basate su consumi da dimostrare e non può dimostrare i consumi prelevando il contatore e dichiarandolo unilateralmente funzionante e, ove lo faccia, rende la prova non più affidabile,  in quanto la stessa potrebbe essere basata su una manomissione. Ne tanto meno la ditta se la può cavare all’ Italiana con il sotterfugio dell’idraulico che fa dichiarazioni false. I lettori che hanno situazioni simili cono pregati di mandarne documentazione alla nostra redazione.

Sergio Franchi

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